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Ex oleificio abbandonato alla Magliana, una storia di degrado

la struttura pericolante Ŕ proprietÓ di un privato. Alcune aree vengono usate come rifugio dai senza tetto

Non siamo nel bel mezzo di Sarajevo dopo i bombardamenti dei primi anni ‘90. Non è il Kosovo distrutto dal regime di Milosevic e neanche un set di un film di fantascienza post apocalittica. Siamo alla Magliana, alla Borgata Petrelli, a due passi dall’Eur e proprio sotto l’autostrada Roma – Fiumicino dove passano ogni giorno centinaia di turisti in visita alla nostra città. Chiunque transiti sull’autostrada non può ignorare il grande mostro arrugginito simbolo di un’archeologia industriale mai riqualificata: 20 mila metri quadrati di Silos, magazzini, macchinari inutilizzati da decenni ed edifici pericolanti. Nel dopoguerra quest’area era un ex oleificio, un’industria agraria nella quale si estraeva con metodi meccanici il grasso per ottenere olio di semi o di soja. Da più di 30 anni questa industria ha chiuso. Proprio affianco all’oleificio invece sorgeva un’azienda che lavorava scarti alimentari, come ossa o grasso animale. Oggi la zona è una distesa di degrado dove è possibile accedere senza grossi problemi entrando da un piccolo sentiero e sfruttando una breccia che si apre in uno dei muri portanti.

Nel 2007 l’area, che appartiene ad un privato, era stata sgomberata dall’occupazione di centinaia persone, soprattutto senza tetto, rom o clandestini. Gli spazi erano stati ripuliti quintali di rifiuti. A distanza di 5 anni da quello sgombero ancora oggi alcune aree vengono utilizzate come rifugio, come dimostrano questi materassi o giacigli di fortuna ricavati in una zona più riparata. I tetti in amianto sono stati rimossi alcuni anni fa e nella prima grande sala è rimasto solo lo scheletro della copertura. Tra un edificio ed un altro ci imbattiamo in due autovetture abbandonate, probabilmente rubate. In un'altra stanza accatastati ci sono metri e metri di tubi di gomma che probabilmente contenevano preziosi fili di rame: il cosiddetto oro rosso che viene spesso rubato lungo percorsi ferroviari oppure nei parchi pubblici, poi viene fuso e rivenduto. Questo edificio pericolante è stato utilizzato come magazzino “nascosto” dai ladri di rame.
Il cuore dell’oleificio è a pochi metri al di sotto della Roma – Fiumicino, dove i grandi Silos arrugginiti alti decine e decine di metri ora ospitano solo migliaia di piccioni, oltre ad un furgone abbandonato qui chissà da quanto tempo.

Gli edifici sono chiaramente pericolanti e la grande area industriale abbandonata da decenni può solo attrarre illegalità e degrado. I residenti di Borgata Petrelli sperano che la struttura venga finalmente abbattuta e che il progetto, presentato dal proprietario e che prevede la riqualificazione e la costruzione di una zona commerciale possa essere attuato.

[28-09-2013]

 
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