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Sgombero in via Salviati, 120 rom trasferiti

polemica sullo sgombero. Critiche da Moni Ovadia e Gad Lerner

Dalle prime ore di questa mattina quaranta agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato esecuzione all'ordinanza di sgombero dell'insediamento abusivo di via Salviati, al Prenestino. Tutte le baracche sono state demolite e e l'area sarà bonificata. Le famiglie rom vivevano in via Salviati dallo scorso giugno, quando erano fuggite dal "villaggio della solidarietà" di Castel Romano. Un precedente tentativo di sgombero era fallito il 12 agosto.

Palmieri e Sciascia, trasferimento necessario - "L’intervento dell’amministrazione capitolina nell’area di via Salviati arriva dopo diversi mesi durante i quali non sono mancati momenti di discussione e confronto con i cittadini della zona e con la popolazione Rom, -hanno detti i presidenti dei municipi IV e V, Emiliano Sciascia e Giammarco Palmieri-."Era necessario il trasferimento soprattutto a tutela delle condizioni igienico sanitarie dei bambini e di tutti quanti si erano insediati nell’area, a maggior ragione con l’approssimarsi della stagione autunnale".

Critiche da Ovadia e Lerner - Anche l'attore Moni Ovadia, il giornalista Gad Lerner e il presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato Luigi Manconi hanno reagito alla notizia del primo sgombero forzato di un insediamento rom nella Capitale condotto dalla nuova giunta guidata da Ignazio Marino. Lo sgombero era già stato condannato e definito 'una grave violazione dei diritti umani' da Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC)".

"Le ragioni e le modalità dello sgombero del campo rom di Via Salviati a Roma avvenuto questa mattina ci preoccupano - scrivono Ovadia, Lerner e Manconi - Secondo Amnesty International, l'Associazione 21 luglio e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom, l'operazione è stata effettuata senza rispettare 'gli standard e le garanzie procedurali previsti dalla normativa internazionale'. Noi pensiamo che la valutazione di tre associazioni così autorevoli non possa essere ignorata. Tanto meno da parte di una amministrazione come quella guidata dal sindaco Ignazio Marino che ha la nostra simpatia e il nostro sostegno. Anche per questa ragione chiediamo che si trovi una soluzione, la più urgente possibile e quella che maggiormente tuteli la salute e rispetti i diritti fondamentali delle persone sgomberate. E chiediamo che immediatamente si riprenda il confronto con una rappresentanza dei nuclei familiari interessati. Ciò al fine di predisporre dei seri percorsi di integrazione che rispondano alla Strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea che sottolinea la necessità di superamento del modello 'campo'".

[12-09-2013]

 
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