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Foro della Pace, emerge la fase medievale

entro la fine dell'anno progetto per anastilosi di colonne del portico e realizzazione tunnel tra portico ed aula

Si lavora intensamente al Foro della Pace per la realizzazione di un duplice progetto della Soprintendenza capitolina, in sinergia con la Soprintendenze ai Beni Archeologici di Roma. Nel giro di due anni diversi interventi cambieranno il volto di questo “angolo di storia” cercando di riportare a noi parte del Foro costruito da Vespasiano tra il 71 ed il 75 d.C.. Si tratta del più esteso dei Fori con i suoi due ettari di architetture.

Intanto prosegue il restauro del rivestimento in marmi pregiati del podio che sorreggeva la base della grande statua di culto raffigurante la Pax. I restauratori hanno rinnovato il massetto e ricollocato lastre precedentemente riassemblate. Si lavorerà anche sul pavimento marmoreo dell’Aula della Forma Urbis, che ora è stato coperto e che ha preziose decorazioni di marmi bianchi e rosa provenienti dall’Africa con disegni raffinati e grandi cerchi. I lavori della soprintendenza sono diretti dalla dottoressa Rossella Rea. "Il Foro della Pace è di estremo interesse poichè era destinato ad attività culturali. -spiega Rossella Rea, direttrice Colosseo-. Era sede di una biblioteca, probabilmente di una scuola di medicina, un sito dove erano esposte opere d'arte di grandi scultori greci e nella sua area di culto conteneva una statua dedicata alla Pace. Più della metà della struttura è sotto a via dei Fori Imperiali ed anche oltre. -continua la Rea-. Le attività di restauro consentono, anno per anno, di riportare in luce quanto era interrato dell'area di culto".

Il Foro della Pace svela anche inedite fasi dall'VIII al XIV secolo. La campagna di scavo condotta per sette settimane dalla cattedra di Archeologia medievale dell'università di Roma Tre, guidata da Riccardo Santangeli Valenzani, mira infatti a scoprire come è stata riutilizzata l’area nel corso del tempo.

"Una serie di contesti stratigrafici sembrano mettere in luce una fase in cui il monumento è stato utilizzato per attività produttive. -spiega Riccardo Santangeli Veneziani, docente Roma Tre Archeologia Medievale -. Sono state trovate scorie di fusione, fosse connesse ad una attività produttiva legata alla metallurgia. Nella parte più alta dello scavo stanno venendo in luce invece strutture complesse probabilmente delle abitazioni databili in epoca bassa medievale".

Tra la Basilica di Massenzio e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, stanno lavorando, ancora fino a venerdì, cinquanta studenti. Non meno ambizioso il progetto di “anastilosi”, ovvero di ricostruzione ed innalzamento di alcune colonne in granito rosa che adornavano il portico occidentale della piazza. Colonne più piccole rispetto a quelle imponenti del Tempio, che sono ancora chiaramente visibili nello scavo.

"E' una ricostruzione abbastanza complessa poiché sono colonne di granito egiziano che si scheggiano molto facilmente -dice Roberto Meneghini, Funzionario Soprintendenza-. La ricomposizione avverrà solo dopo una scansione laser di tutti i frammenti ritrovati. Una volta riusciti a ricomporre tre fusti, questi verranno posti in corrispondenza del portico occidentale, nella loro collocazione originale".

Un ulteriore intervento riguarderà invece lo scavo di una galleria che collegherà i due settori del Foro della Pace, raggiungendo la quota dell’antica piazza. Lo scavo del tunnel porterà probabilmente alla luce altri tesori archeologici e servirà ad arricchire la documentazione storica per poter poi svelare inediti segreti del Foro della Pace.

[24-07-2013]

 
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