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Smog, valori pm10 a rischio per la salute

secondo una ricerca per ogni aumento di 10 punti della concentrazione delle PM10, il rischio di tumore ai polmoni sale del 22%

Respirare aria inquinata fa molto male alla salute ed adesso ci sono le prove. Una ricerca scientifica europea pubblicata sulla rivista Lancet Oncology conferma il legame tra inquinamento e tumore al polmone. La ricerca è molto accurata. È durata 13 anni, ha coinvolto più di trecentomila persone di 9 Paesi diversi e non lascia spazio a dubbi. Quando nell’aria aumenta la concentrazione di polveri sottili, pm10 e pm2,5, nella popolazione aumentano i casi di cancro, in particolare di adenocarcinoma, un tumore polmonare frequente anche tra i non fumatori.
E l’Italia risulta essere tra i Paesi europei più inquinati.

Nella ricerca sono state coinvolte tre città italiane, Torino, Varese e Roma. Le attuali normative europee stabiliscono che il particolato nell’aria debba mantenersi sotto i 40 microgrammi per metro cubo di PM10 e  sotto i 20 microgrammi per metro cubo di PM 2,5, nella media annuale. Valori che non garantiscono la salute, perché gli effetti degli inquinanti si hanno anche per valori più bassi. La ricerca ha dimostrato che per ogni aumento di 10 punti della concentrazione delle PM10, il rischio tumori sale del 22%. A Roma questa percentuale è ancora più alta.

QUALITA' DELL'ARIA, GLI ULTIMI REPORT A ROMA


Proprio oggi nella nostra città sono stati presentanti anche i risultati del progetto Medparticles, ricerca sugli effetti sanitari del particolato atmosferico. Ne è emerso che le polveri sottili in Europa sono, per varie ragioni, più pericolose che oltre Atlantico. Tra le motivazioni di questa differenza la maggiore diffusione da noi delle auto diesel. A rendere l’aria tanto insalubre sono soprattutto i motori a scoppio, gli impianti di riscaldamenti e le attività industriali. Ecco perché la prima strategia antinquinamento in città parte dalla riduzione delle auto in circolazione. Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha subito proposto un piano straordinario per il trasporto pubblico al posto dell’acquisto degli F35. Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio si è, invece, rivolto al Sindaco Marino perché scoraggi il trasporto privato a migliori quello pubblico.

[10-07-2013]

 
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