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Protesta a Montecitorio di negozianti e produttori sigarette elettroniche

in Italia in poco pi di un anno nato un mondo di 3000 imprese. In 5000 hanno investito sulla sigaretta elettronica

E' allarme occupazione anche nel mondo delle sigarette elettroniche. Secondo i produttori del settore - che questa mattina hanno manifestato a Montecitorio - l'aumento della tassazione al 58% su dispositivi e ricambi metterebbe in ginocchio il settore. Secondo i produttori nel giro di 90 giorni saranno a rischio 3 mila posti di lavoro. Il provvedimento del governo, inserito nel decreto su lavoro e Iva, secondo gli operatori, ucciderà l'intero settore e causerà, oltre che la perdita di milioni di euro, anche la chiusura di oltre i due terzi delle aziende impegnate nel settore. "Se la tassazione sarà approvata - spiega Umberto Roccatti, vice presidente Anafe (Associazione nazionale fumo elettronico) - l'80% dei circa 5000 punti vendita aperti in Italia sarebbe a rischio chiusura. E oltre 3.000 persone non avranno piu' un lavoro nel giro di 90 giorni. Chiediamo quindi al governo di sederci attorno a un tavolo e decidere una tassazione giusta non sulle batterie ma solo sui liquidi contenenti nicotina"

"Siamo qui oggi - spiega Umberto Roccatti, vice presidente Anafe - per difendere 3 mila posti di lavoro, soprattutto giovani intorno ai 30 anni, e protestare contro una tassa ingiusta che avra' il solo effetto di togliere lavoro a uno dei pochi settori in crescita nel nostro Paese. Senza peraltro generare la copertura paventata. Chiediamo al Governo di aprire al piu' presto un tavolo di confronto sul tema per arrivare a una proposta seria, che tenga conto degli interessi di tutti, in primis di aziende serie che, come la nostra, contribuiscono al made in Italy e creano non solo profitto, ma migliaia di posti di lavoro. Altrimenti il risultato sara' aprire il terreno ai competitors stranieri". La manifestazione ha ricevuto l'attenzione bipartisan di alcuni parlamentari. Anche il sindaco Marino si è fermato con la sua bicicletta a parlare con chi protestava. "Occorre fare una discussione non solo dal punto di vista fiscale", ha detto Marino. "Bisogna capire se deve essere favorito o sfavorito il commercio di prodotti che non eliminano ma riducono il danno alla salute rispetto alle sigarette normali".


[09-07-2013]

 
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