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Una famiglia in manette, avevano il monopolio dello spaccio

8 di loro sono in carcere, 3 ai domiciliari

11 persone arrestate, di cui 8 associate alle case circondariali di “Rebibbia” e “Regina Coeli” e 3 sottoposte al regime degli arresti domiciliari. Oltre 2 chilogrammi di hashish, 30 grammi di marijuana e circa 17000 euro in contanti sequestrati, provento del traffico di stupefacenti che i vari associati avevano nascosto nelle proprie abitazioni.
L’indagine “Happy Family”, di cui oggi sono arrivati i primi esiti investigativi, è stata condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Piazza Dante dal giugno 2012 al febbraio 2013, e trae origine da una serie di controlli effettuati dai Carabinieri della Stazione di Roma – Prenestina nei confronti di alcuni soggetti dediti al consumo di vari tipi di droghe: hashish, marijuana, cocaina. I numerosi sequestri effettuati e l’assidua frequentazione del quartiere da parte di tali soggetti, indice dell’esistenza di un consolidato sistema di spaccio, ha indotto i militari ad avviare una complessa attività d’indagine con servizi di osservazione, pedinamenti e intercettazioni telefoniche.

Gli spacci avvenivano con impressionante continuità e frequenza, anche in pieno giorno, tanto da aver fatto “guadagnare” al quartiere la nomea di supermarket della droga, proprio per la varietà di sostanze reperibili. L’organizzazione era diretta da una pregiudicata 52enne romana del quartiere Prenestino, M. M., insieme ai due figli R. M. di 31 anni e R. T. di 25 anni, i quali, avvalendosi della collaborazione di parenti, provvedevano al reperimento all’ingrosso della sostanza, al confezionamento e alla tenuta della contabilità dell’intera associazione, distribuendo i proventi tra i vari sub cessionari. Articolata la rete di spacciatori e vedette che provvedevano allo spaccio, dalla mattina alle sette fino a notte fonda, dandosi il cambio tra loro, secondo le indicazione della “dirigenza” del sodalizio. I principali venditori al dettaglio erano proprio la sorella della 52enne, M.P., anch’ella del quartiere, con tutta la sua famiglia: il marito, i due figli e il cognato. Ed è proprio questa la particolarità dell’associazione, caratterizzata da vincoli ben saldi e gerarchizzati, agevolati dallo stretto legame familiare tra i consociati. 
(VIDEOSTERNO1)

[13-06-2013]

 
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