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Truffa da 22 milioni all'Inps, indagato senatore Di Biagio

circa dieci persone coinvolte. Il gip: "Al Parlamentare 443 mila euro"

Avevano escogitato e portato a termine una truffa all'Inps che ammonterebbe ad oltre 20 milioni. Ricorrevano contro l’istituto nazionale di previdenza sociale per riscuotere gli oneri accessori sulle pensioni di centinaia di persone, alcune residenti all’estero, altre addirittura decedute. In tutto sono 16 le persone indagate per truffa, di queste quattro sono già finite in carcere per una truffa che si estendeva anche nei confronti del Ministero della Giustizia contro il quale gli indagati ricorrevano per il riconoscimento della legge Pinto, quella relativa all’equa riparazione per lungaggini processuali.

Tra gli indagati per associazio a delinquerere anche un senatore di Scelta Civica, eletto alle ultime politiche: Aldo Di Biagio che, secondo gli inquirenti, avrebbe ottenuto dalla truffa quasi 443.000 euro. In cella sono finiti gli avvocati Nicola Staniscia e Gina Tralicci e un’impiegata dell’Enas in Croazia, Adriana Mazzoli. L'Enas (Ente nazionale di assistenza sociale) ha però smentito. "Non risulta che alcuno dei nostri dipendenti e funzionari sia stato condotto agli arresti". Ai domiciliari è finito anche un’assistente dello studio legale. I soldi incassati illecitamente venivano reinvestiti in immobili di lusso in Italia e all’estero: il patrimonio è già sotto sequestro operato stamani dalla Polizia valutaria della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle stanno vagliando anche la posizione di un ex dipendente di Banca Intesa che attraverso alcune operazioni avrebbe favorito il riciclaggio del denaro incassato. Sui conti correnti dei due arrestati sono stati individuati due milioni e mezzo di euro.

[03-06-2013]

 
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