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Scandalo trans, Marrazzo in tribunale: "Natalý mi disse che mi avrebbero colpito"

L'ex governatore del Lazio parla per la prima volta in aula nel processo che lo vede come testimone

"Qualche tempo prima del blitz in via Gradoli, Natali mi disse che qualcuno mi avrebbe teso un agguato o avrebbe voluto colpirmi". Lo ha rivelato in tribunale Piero Marrazzo, ex Governatore del Lazio, sentito nel processo a carico di quattro carabinieri 'infedeli' della compagnia Trionfale, protagonisti dell'incursione nell'abitazione del viado e del tentativo di ricatto tramite la commercializzazione di un video girato in quella casa. Spiegando che cosa successe quel giorno, Marrazzo ha detto di aver lasciato la scorta a qualche centinaio di metri dall'appartamento di via Gradoli e di aver raggiunto a piedi l'abitazione di Natali. La sera prima l'ex esponente politico aveva avuto un incontro in zona Cassia con un altro trans, Paloma, e di aver consumato della cocaina.

"Entrato a casa di Natali - ha detto Marrazzo - ricordo che consegnai subito 800-1000 euro, pattuiti per la prestazione, e di essere andato in camera. Poco dopo ho sentito un gran trambusto. Erano due persone che Natali mi disse essere carabinieri. Mi presero i documenti e il portafogli. Fui costretto a rimanere nella stanza senza potermi rivestire anche se i due mi avevano detto che pagando una cifra spropositata, enorme, 80mila euro in contanti, mi avrebbero lasciato andare. Non avevo quei soldi e, poiche' anche Natali mi aveva invitato a pagare, dissi che potevo staccare alcuni assegni: ne feci 3 per complessivi 15-20mila euro. In quel contesto, ebbi paura. Quei due militari in borghese cercavano campo con il cellulare e dicevano di attendere disposizioni dal comando. Intanto, pero', mi impedivano di uscire dalla stanza e di raggiungere Natali che, a sua volta, era stata portata in una seconda camera. Quando mi furono restituiti gli effetti personali, mi accorsi che mancavano almeno duemila euro. I due carabinieri andarono via e anche io, in stato di chiara confusione, feci lo stesso". Con la coda dell'occhio - ha proseguito Marrazzo - notai su un tavolino un piatto con della polvere bianca che al mio ingresso in casa non c'era prima. Quando lascia l'appartamento, dopo poche ore, ancora sconvolto, ricontattai Natali cui chiesi di venire a casa mia. Volevo avere la certezza che quei due fossero effettivamente carabinieri".

 
 

[28-05-2013]

 
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