Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Alluvione Infernetto, chiesto processo anche per Consorzio

il 20 ottobre del 2011 l'esondazione del canale all'Infernetto provocÚ una vittima

Morì intrappolato in uno scantinato all’Infernetto il 20 ottobre del 2011, durante un violento nubifragio che si abbatté improvvisamente sulla capitale. Saranga Perera, 31 anni, una bimba di pochi mesi, era venuto a Roma dallo Sri Lanka e fu la sola vittima dell’alluvione che mise in ginocchio la città e colpì soprattutto Ostia e l’Infernetto in quel fine ottobre del 2011.

Perera viveva in uno scantinato pagando in nero 600 euro al mese e per la sua morte sono ora accusati di omicidio colposo la proprietaria dell’abitazione, una casa senza agibilità né abitabilità, ed anche l’ente che avrebbe dovuto occuparsi dei lavori di urbanizzazione dell’Infernetto e che invece abbandonò la periferia, nata abusivamente e poi condonata. Il Pm che sta indagando ha notificato al presidente del consorzio di Bonifica Tevere Agro Romano i risultati dell’inchiesta. L’ente al quale per statuto erano affidati compiti di progettazione, esecuzioni di opere di bonifica del canale Palocco non avrebbe realizzato alcun intervento per evitare esondazioni. Al consorzio i residenti versano quote annuali proprio per la realizzazione di opere basilari che avrebbero potuto evitare i gravi danni del 20 ottobre 2011 l’esondazione del canale e quindi, molto probabilmente, anche la morte del 31enne.

Il presidente del Consorzio dovrà anche rispondere dei gravi danni di altri immobili nella zona. Furono infatti decine le case invase dall’acqua che straripò dal canale e mise in pericolo centinaia di abitanti.

[13-05-2013]

 
Lascia il tuo commento