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Verso il Campidoglio, l'Imu e il parere dei candidati sindaco

Marchini: "Dilazionare il pagamento". Marino: "Rapportiamo l'Imu alla richezza reale delle persone"

L’IMU, l’odiata imposta decisa dal governo tecnico di Monti, è uno degli argomenti di discussione più ricorrenti anche nella corsa per le elezioni del Campidoglio che si terranno il 26 e 27 maggio. Oggi Alemanno ha partecipato alla manifestazione dei sindaci per la sua abolizione. Gli altri concorrenti alla sua poltrona non dicono certo di amare l’imposta municipale unica sugli immobili, ma danno giudizi meno drastici.

Alfio Marchini ha sempre parlato della necessità di dilazionarne il pagamento, ma ha definito la sua abolizione “irrealizzabile”. "Togli l'Imu ora sotto elezioni – ha detto al sindaco uscente - ma sarai costretto a chiedere soldi tra 6 mesi". Ignazio Marino, in linea con le idee del suo partito, sostiene: ''Credo che una tassa come l'Imu, in una città come Roma, debba essere rapportata alla ricchezza reale delle persone. Le aliquote Imu –prosegue Marino - fissate dal Campidoglio necessitano urgentemente di una revisione e di un adeguamento alle reali capacità contributive dei cittadini romani".

Il candidato del M5S Marcello De Vito ha commentato l'annuncio del Campidoglio di esentare dall’IMU sulla prima casa 376 mila famiglie con reddito Isee sotto i 15 mila euro: "Siamo agli spot elettorali di Alemanno, che fa come il suo capo Berlusconi che in campagna elettorale manda letterine ai cittadini. Sull'Imu non si possono fare promesse elettorali". "Bisognerebbe prima vedere i conti - aggiunge De Vito - e valutare dove tagliare. Se il Campidoglio fosse un'azienda sarebbe già fallita. Non è trasparente e onesto illudere i cittadini".

[08-05-2013]

 
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