Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Furti nei bagagli, ecco come agivano i furbetti dell'aeroporto

29 gli arresti, Fiumicino l'aeroporto pi colpito

Una delle maggiori preoccupazioni che investono i viaggiatori aerei è quella dello smarrimento del proprio bagaglio. Quanti di voi in partenza per una vacanza o per un viaggio di lavoro sono arrivati a destinazione e si sono ritrovati con la valigia devastata, priva di parte del contenuto o peggio, senza di essa? Dalle immagini in nostro possesso è facile capire il perchè. A prima vista potrebbero sembrare dei banalissimi controlli, ma che qualcosa non quadri ci si accorge subito. Innanzitutto le persone in questione non sono rappresentanti delle forze dell'ordine, ma soprattutto i metodi non proprio delicati cancellano ogni dubbio. C'è chi fruga in un beauty case, chi si intasca delle banconote, chi si asciuga il sudore con gli indumenti trovati dentro. Ma se pensate che un banale lucchetto possa servire a scoraggiare i furbetti lasciate perdere, basteranno dei calci bene assestati, cacciaviti e taglierini.


LE INDAGINI - Sono 29 le persone agli arresti domiciliari per la vicenda dei furti di bagagli negli aeroporti italiani; per altre 57 persone c'è l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'operazione "Stive pulite" partita da Lamezia Terme tocca 8 aeroporti della penisola ma di gran lunga il più colpito è Roma Fiumicino con 49 persone coinvolte. Gli episodi criminosi accertati sono avvenuti anche negli aeroporti di Lamezia Terme (6 persone identificate), Bari (13 persone), Bologna (3 persone), Milano Linate (5 persone), Napoli (5 persone), Palermo (1 persona), e Verona (4 persone). E' durata oltre un anno l'indagine della Polizia di Stato dell'Ufficio di Frontiera Aerea presso l'Aeroporto di Lamezia Terme, con il coordinamento della VI Zona Polizia di Frontiera di Napoli, in risposta alle numerose denunce di furto giunte dal territorio nazionale. Gli indagati secondo quanto emerso di dedicavano prevalentemente ad aprire le cerniere delle valigie e dei trolley durante le operazioni di carico e scarico operando inosservati all'interno delle stive degli aeromobili al fine di controllarne il contenuto e sottrarne oggetti ritenuti di interesse, quali macchine fotografiche digitali, alcune di ingente valore economico, Ipod, apparecchi elettronici vari, gioielli, capi di abbigliamento. Non si fermavano davanti a lucchetti o chiusure con combinazione che, facilmente aperti con l'uso di mezzi da scasso, richiudevano subito dopo averne verificato il contenuto e sottratto oggetti di valore. Gli ignari passeggeri che avevano osato proteggere il bagaglio con il cellophane, venivano puniti con il danneggiamento del trolley. Il ricavato della ricettazione degli oggetti sottratti veniva spartito equamente tra i sodali che operavano in concorso, ognuno con un compito specifico.

 

[07-05-2013]

 
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