Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Sgombero tendopoli sul lungotevere di Pietra Papa

un residente: "Tanto domani tornarno". Alemanno: "Serve una legge". "L'Ardis non collabora".

Sgombero questa mattina sulle sponde del Tevere. A lungotevere di Pietra Papa, in zona Marconi, decine di tende e baracche di fortuna sorte a pochi metri dal fiume sono state abbattute dalla ruspa e circa 30 abitanti di due distinte baraccopoli sono stati identificati dagli agenti della polizia municipale.
Si tratta di cittadini romeni, alcuni minori, che vivono in condizioni igieniche al limite e soprattutto con il costante rischio che il Tevere, dopo una piena, si possa portare via le tende con i loro abitanti. I rifiuti improvvisati erano stati infatti allestiti a pochi metri dall’acqua, tra fango, detriti ed ogni genere di rifiuto.
Nel giro di poche ore donne e uomini della tendopoli, spinti dagli agenti della municipale, hanno raccolto i loro oggetti ed hanno fatto grandi sacchi con delle lenzuola. Si sono poi spostati sulla ciclabile sul lungotevere di Pietra Papa.
L’operazione di sgombero è stata ben accolta da parte dei cittadini della zona, ma c’è anche chi è sicuro che nel giro di poche ore la tendopoli sorgerà di nuovo nello stesso punto, o poche decine di metri più in là.

"Qualche settimana fa hanno sgomberato alcune baraccopoli sotto a ponte Marconi -racconta una signora residente del quartiere-, dopo alcuni giorni si sono riformate. Anche in questo caso credo che sia quasi inutile lo sgombero, è probabile che domani tornino".

Per il sindaco Alemanno si tratta invece di un problema normativo. Dopo lo sgombero i residenti delle baroccopoli sono infatti liberi di tornare ad occupare gli argini. "Il nostro impegno è costante ma serve una legge nazionale -dice Alemanno- che sancisca un reato penale per chi si accampa in un territorio comunale, occupando il patrimonio pubblico".

E poi il sindaco lancia un’accusa all’Ardis, l’agenzia regionale che si occupa di controllare e tutelare gli argini del Tevere. Secondo Alemanno l’Ardis avrebbe rifiutato di collaborare con il Campidoglio.



Alemanno ha fatto presente che, al momento, "il compito di vigilare sugli argini del Tevere è della Regione che ci ha mandato qualche giorno fa una lettera dell'Ardis, l'agenzia regionale che si occupa della difesa del suolo, per dirci che non si vuole più occupare della questione per mancanza di soldi". "Faccio un appello a Zigaretti affinché imponga all'Ardis di intervenire - ha aggiunto Alemanno - perché altrimenti saremo ancora più soli a fare questi interventi di bonifica dopo gli sgomberi, interventi che sono fondamentali".

[23-04-2013]

 
Lascia il tuo commento