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Processo Cucchi, avvocato parte civile: "Imputazione Ŕ squilibrata"

Per il legale della famiglia Cucchi doveva essere contestato il reato di omicidio preterintenzionale

“L’imputazione è squilibrata: c'è un appesantimento dell'addebito ai medici e un alleggerimento ingiustificato agli agenti penitenziari". Ne è convinto l’avvocato della parte civile Alessandro Gamberini. E’ l’ennesima tappa del processo che si sta svolgendo davanti alla terza corte d’Assise di Roma per far luce sulla morte di Stefano Cucchi, deceduto nel 2009 nel reparto protetto del Pertini, ad una settimana dal suo arresto. Per il legale della famiglia Cucchi ai tre agenti di polizia penitenziaria, per i quali i pm hanno chiesto due anni di reclusione per lesioni aggravate, doveva essere contestato il reato di “omicidio preterintenzionale”.

Per il legale di parte civile non ci sono dubbi che le lesioni del geometra romano abbiano origine nel "pestaggio subito nelle celle del tribunale di piazzale Clodio dove  è avvenuto un pestaggio repentino davanti ad una reazione verbale di Stefano”. “Poi, da quelle ferite –ha continuato il legale- sono partite le complicanze che sono andate ad interferire con l'esito letale”. Il personale medico del Pertini ha detto Gamberini “ha commesso delle carenze che hanno avuto poi un'incidenza sul decorso clinico”.

Il legale del padre di Stefano Cucchi ha chiesto alla corte di concedere al suo assistito una provvisionale di 200mila euro da parte di tutto il personale sanitario del reparto del Pertini imputato nel processo, sei medici e tre infermieri. Una provvisionale di 50mila euro è stata chiesta ai tre agenti della polizia penitenziaria, che hanno avuto in custodia Cucchi nei sotterranei del tribunale. Sono stati chiesti inoltre altri 50mila euro al medico del Pertini Rosita Caponetti. Analoghe le richieste di provvisionale del legale della madre di Stefano Cucchi che ha sollecitato, invece, da parte del personale sanitario un risarcimento di 280mila euro.

 
 

[10-04-2013]

 
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