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Scandalo Idi, arrestato padre Decaminanda

dipendenti da mesi senza stipendio. Deficit da 600 milioni di euro. Chi gestiva avrebbe sottratto 14 milioni di euro

Arrivano i primi arresti cautelari in relazione alle indagini sul grave dissesto finanziaro dell'Idi. I finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito tre misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Roma, Antonella Capri, nei confronti di Domenico Temperini (in carcere), di Padre Franco Decaminada e di Antonio Nicolella (entrambi agli arresti domiciliari). Nell'ottobre scorso, la Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata concezione, ente cui fa capo l'Ospedale Idi è stata ammessa alla procedura del concordato preventivo con continuità aziendale.

I reati contestati ai tre arrestati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Giuseppe Cascini e Michele Nardi vanno dall'appropriazione indebita aggravata alla bancarotta patrimoniale fraudolenta, dall'emissione ed utilizzo di fatture false all'occultamento delle scritture contabili; altre 10 persone sono state invece denunciate a vario titolo, per i delitti di riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento delle scritture contabili ed appropriazione indebita.

Gli indagati avrebbero prosciugato le casse della Congregrazione che gestisce l'Ospedale Idi, il San Carlo di Nancy, l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata Concezione e Villa Paola con oltre 1.500 dipendenti e, da sabato scorso, in amministrazione straordinaria, a seguito dello stato di insolvenza accertato dal Tribunale di Roma, in relazione ad un passivo di oltre 600 milioni di euro. Mentre i lavoratori da mesi ormai non prendono più mensilità, dalle indagini risulta che chi è indagato avrebbe sottratto un totale di 14 milioni di euro circa con modalità differenti: padre Decaminada, in particolare, quale consigliere delegato al superiore provinciale dal 2004 al dicembre 2011, incaricato della gestione del comparto Idi-Sanità (carica equiparabile a quella di amministratore delegato), si sarebbe appropriato di quattro milioni di euro.

All'origine degli arresti, le distrazioni di fondi ai danni della Congregazione ricostruite dagli indagini degli inquirenti e dai finanzieri del nucleo di Polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Roma, tra cui operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell'Idi, presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi dell'intero comparto Idi-Sanità, a titolo "rimborsi spese" non documentati o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione. Padre Decaminada si sarebbe appropriato in questo modo di oltre 2,1 milioni di euro, mentre risultano attribuiti in contabilità a Temperini prelievi non giustificati per oltre 350mila euro.

Padre Decaminanda in totale avrebbe accumulato circa 4 milioni di euro: almeno 2,1 milioni li ha prelevati direttamente, in contanti, dalle casse della Provincia Italiana ed altri 1,8 milioni gli sono giunti da società che hanno schermato la reale provenienza del denaro, gestite da prestanome e tramite l'emissione di una serie di fatture false. Parte dell’ingente somma è stata destinata all’acquisto ed alla ristrutturazione di un immobile in Toscana, oggi oggetto di sequestro. Padre Decaminanda nel tentativo di correre ai ripari quando ha saputo dell'indagine dei finanzieri ha donato le quote di una società in cui confluivano i fondi distratti alla Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell'Immacolata.





INCHIESTA REPORT 22 APRILE 2012
 
 

[04-04-2013]

 
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