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Droga, gli affari dell'ndrangheta su Roma

Facevano arrivare la cocaina in cittā. Scoperti rapporti tra la famiglia Romagnoli ed il clan dei Gallace. 10 fermi

Facevano arrivare la cocaina dal Sudamerica e poi la smistavano al clan romano della famiglia Romagnoli che provvedeva così a piazzarla nei quartieri di San Basilio, Torre Maura e Casilino. La sezione narcotici della Questura di Roma e la Squadra Mobile hanno sgominato un’organizzazione criminale con a capo Bruno Gallace, legato all’omonima cosca dell’ndrangheta calabrese che opera nelle zona tra Catanzaro e Reggio Calabria. Gli agenti della narcotici hanno fermato 10 persone, in parte appartenenti alla famiglia romana dei Romagnoli ed in parte alla cosca Gallace di Guardavalle. Le indagini, grazie ad intercettazioni ambientali, telefoniche e pedinamenti, hanno fatto emergere uno stretto collegamento tra le due famiglie criminali con lo scopo di piazzare la cocaina a Roma. Il legame tra le due famiglie è sancito anche dal rapporto tra Bruno Gallace e la sua compagna Francesca Romagnoli, figlia di Umberto Romagnoli. I 10 fermati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. L’ennesima operazione della polizia dimostra come l’ndrangheta abbia sempre più interessi a spostare i propri affari nella capitale.

"Si tratta di un'organizzazione ben strutturata il cui capo è di origini calabresi -spiega il capo della squadra mobile di Roma Renato Cortese- Insieme ad appartenenti a gruppi romani assicuravano la fornitura di cocaina nelle piazze romane. Questa come anche altre indagini sono spie sintomatiche molto forti della presenza radicata sul territorio delle grandi criminalità".



[26-03-2013]

 
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