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Partorisce in casa e poi getta neonato in cassonetto del San Camillo

il direttore generale Aldo Morrone: "Storia drammatica. C'Ŕ un ambito di estrema fragilitÓ sociale".

Ha partorito in casa, probabilmente aiutata da qualche familiare, poi ha messo il feto in una busta ed ha iniziato a vagare per Roma. E’ arrivata al pronto soccorso del San Camillo da sola, prendendo dei bus, e – prima di entrare nel reparto di ginecologia ed ostetricia, intorno alle 12:15 di notte, ha buttato il feto in un cassonetto della raccolta della carta, a pochi metri dall’ingresso. Una romana di 25 anni, del quartiere Trullo, disoccupata, è stata arrestata dalla polizia per infanticidio. Gli agenti del commissariato Monteverde diretti da Mario Viola stanno effettuando degli accertamenti per chiarire la dinamica di quanto accaduto: la giovane è disoccupata e vive con la sorella nel quartiere del Trullo. La donna avrebbe nascosto la gravidanza ad amici e parenti ed avrebbe dichiarato che il bambino sarebbe nato morto. E’ ora assistita da una psicologa e dai medici del pronto soccorso di ostetricia e ginecologia.

"Si tratta chiaramente di una situazione drammatica - dice Aldo Morrone, direttore generale San Camillo- ora la ragazza è ricoverata nel nostro ospedale per le cure del caso. C'è un ambito di estrema fragilità sociale. La ragazza è stata immediatamente assistita dalla psicologa, dall'unità psichiatrica, dai ginecologi-ostretici e dall'assistente sociale".

L’autopsia sul neonato appurerà se il piccolo è stato partorito già senza vita, o se è morto subito dopo il parto. La 25enne è ora ricoverata al San Camillo per l’emorragia che ha avuto in conseguenza del parto. La donna che potrebbe essere affetta anche da problemi psichiatrici è in stato di arresto e piantonata dagli agenti della polizia giunti da questa notte al San Camillo.




[01-03-2013]

 
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