Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Vaticano, iniziata la sede vacante

Ieri, l'ultimo saluto a cardinali e fedeli, poi il ritiro a Castel Gandolfo. Inizia l'iter per il successore di Benedetto XVI

di Luca Siliquini

Tre rintocchi, ieri alle 17:00, per salutare idealmente Benedetto XIV, in volo verso Castel Gandolfo. Così il sindaco Alemanno e la moglie Isabella Rauti, insieme a giunta, consiglieri, dirigenti, turisti e cittadini, riuniti in piazza del Campidoglio, hanno reso omaggio al Santo Padre dopo la decisione dello stesso di abbandonare la guida di Santa Romana Chiesa. Al passaggio dell'elicottero su Palazzo Senatorio, la patarina, l’antica campana proprio della torre del Palazzo Senatorio, e uno striscione con scritto "Rimarrai con noi. Grazie", hanno dunque segnato uno degli avvenimenti più importanti della storia mondiale contemporanea.  Ora, è il momento di guardare avanti. 
 
Apposti i sigilli alla sede del Pontefice, inviolabile fino all'annuncio del nuovo Papa, inizia l'iter per eleggere il successore di Joseph Ratzinger. Sono infatti in arrivo ai cardinali di tutto il mondo le lettere di convocazione inviate dal cardinale decano Angelo Sodano per le congregazioni generali pre-Conclave, che inizieranno il prossimo lunedi' alle 9.30 nell'Aula Nuova del Sinodo. La "sede vacante" ha bisogno al più presto di una figura in grado di colmare, a tutti gli effetti, il vuoto lasciato da Benedetto XVI. Un vuoto non da tutti accettato.
 
"Alcuni cardinali chiederanno al nuovo papa di inserire nel suo discorso inaugurale un punto fermo: che un pontefice di solito sceglie di esserlo per sempre. La norma sulle dimissioni non si può abolire. Ma per il futuro bisogna garantire la libertà della Chiesa da condizionamenti esterni...", affermano alcune autorevoli voci dalla Santa Sede. Il commento più aspro è comunque giunto dal cardinale polacco Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, per molti anni segretario di Giovanni Paolo II. "Dalla croce non si scende", dichiarò asciutto il porporato lo scorso 11 febbraio, giorno in cui Joseph Ratzinger diede l'annuncio ufficiale al mondo. Il riferimento è, naturalmente, a Karol Wojtyla, rimasto saldamente alla guida del proprio pontificato nonostante la lenta agonia che lo ha consumato fino all'ultimo istante di vita. "Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo...", ha sembrato replicare lo stesso Ratzinger due giorni fa, durante l'ultima udienza a Piazza San Pietro. 
 
Si accavallano intanto voci e opinioni su chi prenderà il posto di Benedetto XVI. Il successore più accreditato sembrerebbe l’arcivescovo ciellino di Milano, Angelo Scola, insieme al cardinale austriaco Christoph Schoenborn. L’arcivescovo di Vienna, 67 anni, raccoglierebbe infatti l'eredità di Joseph Ratzinger nelle linee-guida di Santa Romana Chiesa, sebbene con una ventata riformista. Da non sottovalutare inoltre l'ipotesi di un Pontefice "extra-europeo". Tra i principali candidati,  il filippino Luis Antonio Tagle, l’americano Timothy Dolan, il brasiliano d’origini tedesche Odilo Pedro Scherer, il franco canadese Marc Ouellet (prefetto dei Vescovi), l’italiano Gianfranco Ravasi, a capo della Cultura, l’argentino Leonardo Sandri, prefetto delle Chiese orientali,il francese Jean-Louis Tauran (responsabile del dialogo interreligioso) e il ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson,ministro degli Affari sociali. 
 

[01-03-2013]

 
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