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Ciardi indagato per finanziamento illecito

il delegato alla sicurezza del Campidoglio avrebbe pagato quattro cene elettorali con fondi non versati al fisco

“Non ho mai partecipato a cene elettorali dei Piccolo. Ho piena fiducia nella magistratura e sto valutando la presentazione di una memoria difensiva e di tutti gli atti che saranno utili a chiarire la mia posizione”. Giorgio Ciardi, consigliere Pdl e delegato alla sicurezza del sindaco, ex An, poi Forza Italia, si difende così dall’accusa di finanziamento illecito per cui è indagato e rischia di finire a processo.

Ciardi, che è direttore commerciale della “Consorzio Lavoro Attivo”, una delle società della famiglia di Samuele Piccolo, avrebbe condiviso il metodo dei finanziamenti illeciti pescando nel budget oscuro della società per finanziare alcune cene elettorali. Fondi non versati al fisco nel 2008 alimentarono la campagna elettorale di Samuele Piccolo facendolo eleggere con il più alto numero di preferenze: 12.000. Secondo i finanzieri del Nucleo Trubutario Ciardi avrebbe usufruito di quei fondi per pagare quattro cene elettorali per un totale di 30.000 euro.

Le indagini avrebbero anche consentito di ricostruire i flussi di denaro tra le società dei Piccolo e Ciardi.
Il delegato alla sicurezza del Campidoglio è stato già interrogato dai pubblici ministeri ed ora ha 20 giorni di tempo per farsi interrogare di nuovo e fornire memorie difensive per dimostrare che a quelle cene era stato solo invitato e non sapeva con quali soldi venissero pagate.

[07-02-2013]

 
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