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Inchiesta su presunta tangente bus, interrogato D'Inca Levis

l'imprenditore avrebbo confermato la tangente sui bus

Edoardo D'Inca Levis si sarebbe presentato a piazzale Clodio con tanto di carte al seguito. L'imprenditore di origine ceca ha confermato di aver accumulato all’estero fondi neri per una tangente destinata, secondo quel che gli riferirono, "alla segreteria di Alemanno". Le sue dichiarazioni saranno ora confrontate con quelle dell’ex ad di Breda Menarinibus Roberto Ceraudo, per il quale è previsto un nuovo interrogatorio giovedì in carcere. L’imprenditore ha parlato ai magistrati e risposto per circa 4 ore alle domande del Pm Paolo Ielo, che sta facendo luce sulla presunta tangente da 750 mila euro per l’appalto di 45 filobus destinati al corridoio della mobilità Laurentina-Tor Pagnotta. Un’inchiesta che ha già portato in carcere l’ex ad Roberto Ceraudo e che vede indagato Riccardo Mancini, ex Ad di Eur Spa, uomo vicino alla giunta Alemanno che si è dimesso pochi giorni fa.

Alemanno, che non è indagato, ha già rimandato le accuse al mittente: "Non ho idea di chi sia il signor D'Incà Levis e nè il sottoscritto nè la mia segreteria si sono mai occupati di interferire nelle assegnazioni di appalti di qualsiasi genere -ha detto Alemanno-, compreso ovviamente quello riguardante l'inchiesta in questione. Escludo nella maniera più categorica che membri della mia segreteria possano essere tra i destinatari di somme in denaro per questo o per qualsiasi altro affare".
 
 

[30-01-2013]

 
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