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Le mani della 'ndrangheta sugli affari di Roma. Sequestrati beni per 20 milioni

operazione della Dia, 3 ordinanze di custodia cautelare

Le mani dell’ndrangheta sugli affari della capitale. E’ quanto accertato dal centro Operativo della Dia di Roma che ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 3 esponenti legati all’ndrina dei Gallico, originari di Reggio Calabria e residenti a Roma. 2 sono già in carcere mentre il terzo, pregiudicato per furto, porto abusivo di armi e favoreggiamento è ancora irrintracciabile.

I tre sono accusati di “trasferimento fraudolento di beni”. Gli uomini della Dia hanno infatti accertato l’investimento di capitali illeciti a Roma da parte della cosca calabrese. Una presenza criminale, quella della mafia, costante in città considerati i beni di 20 milioni di euro sequestrati. Esercizi commerciali, ristoranti, un’agenzia immobiliare: l’operazione ha messo in luce l’esistenza di un progetto di infiltrazione dell’ndrangheta nella realtà economico finanziaria di Roma. Con l’aiuto di prestanome e di un’agenzia immobiliare romana l’organizzazione ha acquisito locali commerciali in città e svariati immobili e terreni tra la Capitale e la Provincia. Gli esercizi commerciali comprati con denaro di provenienza illecita venivano poi messi a garanzie per altre operazioni nel campo della ristorazione.

"Abbiamo sequestrato nel 2011 il Bar Chigi che era di un'altra cosca. Poi questo bar è stato venduto ad un'altra organizzazione. -spiega Giuseppe Puzzo, dirigente Dia Roma- Da qui siamo risaliti ai soggetti di oggi. E' una tecnica banale, comprare per poi rivendere ed ottenere dei mutui dalle banche che concedono i prestiti allegramente".

Parte dei ricavi illeciti sono stati reinvestiti dagli esponenti della cosca dei Gallico nell’acquisto di tre immobili, già sequestrati, in via Boccea. E’ stata messa sotto sequestro anche una società di proprietà dello stesso titolare del noto bar “Chigi” già messo sotto sequestro nel 2011. Tra le attività romane acquistate probabilmente con denaro illecito c’è il Bar Antiche Mura, in via Leone IV, a Prati, ed il ristorante “Platinium” in via dei Banchi Nuovi, in zona Corso Vittorio.
Le indagni della Dia proseguiranno soprattutto per accertare il possibile coinvolgimento di più banche che avrebbero concesso prestiti all’organizzazione criminale.

"Mentre le banche concedono a questi soggetti senza problemi mutui con garanzie inesistenti -continua Puzzo-, delle finanziarie private hanno invece rifiutato di erogare denaro. Stiamo quindi verificando la posizione delle banche".

L'OPERAZIONE DELLA DIA

[30-01-2013]

 
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