Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Pantheon, la rabbia degli imprenditori contro la crisi

In migliaia stamane per denunciare una situazione esasperante.

di Luca Siliquini

"La politica non metta in liquidazione le imprese, non faremo sconti!". Questo lo slogan di quei tanti, troppi, che stamane a piazza del Pantheon hanno urlato la propria disperazione contro la crisi economica. Migliaia di imprenditori esasperati, oltre numerosi rappresentanti di Confcommercio Roma e Lazio, Cna Roma e Lazio, Confartigianato Roma, Confesercenti Roma e Casartigiani Roma, hanno infatti organizzato un sit-in di protesta lanciando palloncini colorati, come simbolo di speranza per il futuro. Un modo pacifico per denunciare uno stato di cose ormai insostenibile per la libera iniziativa.

Del resto, i dati emersi di recente risultano a dir poco inquietanti. Il
 tasso di disoccupazione nel Lazio era nel 2011 dell’8,9%, superiore alla media nazionale (8,4%). Nel 2007, nella regione, era al 6,4%, mentre in Italia al 6,1%. Gli occupati sono per lo più impiegati nel settore del servizi (79%), per il 18,7% nell'industria e per l’1,6% in agricoltura. Ma le prospettive di ripresa sono fortemente a rischio per via di una tassazione locale fra le più alte d'Italia. Elemento schiacciante per piccoli imprenditori, commercianti e artigiani. Al rischio di aumento delle addizionali regionali si aggiunge inoltre l’introduzione della Tares, che da sola vale per il sistema delle imprese 15 milioni di euro. Costi che si andranno ad aggiungere a un sistema già profondamente iniquo che vede le piccole e medie aziende romane pagare addirittura il triplo di quelle milanesi. Per fare qualche esempio concreto, a Milano un laboratorio artigiano di 100 mq paga per i rifiuti 437 euro, mentre a Roma il suo omologo nel paga 1.100. Il gestore di un bar di 100 mq. a Roma paga 3.700 euro contro 990 euro di Milano. L'allarme è più che mai da non sottovalutare.  Molti quindi gli appelli alla classe politica affinché vengano attuate "tutte le necessarie misure economiche per sostenere la parte più produttiva del Paese".

Tra le personalità presenti, il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli, il presidente della Confcommercio Lazio, Vincenzo Zottola, il presidente di Cna Roma e Lazio, Danilo Martorelli, il presidente di Confartigianato Imprese Roma, Mauro Mannocchi, il presidente della Confesercenti di Roma e Lazio, Valter Giammaria, il vice presidente esecutivo di Casartigiani Roma, Romano Natali. 
"Chiediamo misure concrete, occupazione, sviluppo crescita", ha dichiarato Roscioli. "Attenzione alla tassazione delle imprese, pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni e un' azione concreta per il sistema del credito. Mancando fatturati e la pressione fiscale e' fuori ogni limite.Lo stato della salute delle pmi e' pessimo, 60 imprese al giorno vivono situazioni drammatiche e sono in emergenza". "Ad aprile", ha concluso Roscioli, "organizzammo una fiaccolata ricordare gli imprenditori che si sono suicidati, ma il numero non e' diminuito e su questo i riflettori non sono puntati. Cerchiamo far sentire la nostra voce, e oggi uno di quei momenti". Giammaria chiede "Occupazione, rilancio consumi e reddito". "Il Governo nazionale e la politica", afferma,  "le devono mettere al centro dell'attenzione, altrimenti sara' una vera battaglia e la mobilitazione oggi di Rete imprese Italia si ripeterà, questo è soltanto un anticipo,un primo passo verso una mobilitazione molto molto forte. Nel 2012,5-4 mila imprese hanno chiuso a Roma e provincia, 6.500 regionale, perdendo 30 mila posti di lavoro". 

[28-01-2013]

 
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