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Incendio nel sottopasso, muoiono due clochard

ComunitÓ di Sant'Egidio: "Sforzo Campidoglio non sufficiente"

Il freddo li ha spinti ad accendere un fuoco di fortuna con alcuni cartoni, poi probabilmente si sono addormentati e le fiamme li hanno presi nel sonno. Non c'é stato nulla da fare per i due clochard di nazionalità somala trovati morti carbonizzati nel sottopasso di Corso Italia. I due, 25 e 30 anni, si erano rifugiati nel sottopasso dove avevano allestito un giaciglio.
I due dormivano sui gradini del sottoscala dell'uscita di emergenza che porta fuori dal sottopasso. Sarebbero prima morti per asfissia e poi carbonizzati dalle fiamme. Vicino ai corpi sono state trovate coperte e bottiglie di liquore.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo anche se per il momento non c'è nessuna ipotesi di reato al vaglio.

Da tempo i cittadini della zona avevano denunciato la presenza di senza tetto o clochard che avevano occupato il sottopasso. Il tunnel era stato sgomberato alcuni mesi fa ma tempo pochi giorni ed era di nuovo diventato rifugio per persone in difficoltà.

L'emergenza dei senza tetto a Roma viene segnalata dalla stessa comunità di Sant'Egidio. Una situazione di emarginazione che coinvolge 1500 persone: "La Comunità di Sant’Egidio segnala la necessità di aumentare gli sforzi per rispondere ad un’area di disagio che con l’inverno e con la crisi economica si è andata allargando. Nei giri serali per la distribuzione di cibo e bevande calde, di coperte e vestiario pesante, la Comunità di Sant’Egidio entra in contatto con una realtà di sofferenza che coinvolge almeno 1500 persone costrette a vivere per strada o in luoghi di assoluta fortuna, spesso costrette a rifugiarsi in zone nascoste e poco raggiungibili, e obbligate a combattere il freddo con strumenti improvvisati e contro ogni logica di sicurezza. La collaborazione avviata da anni con il Comune e con altre organizzazioni del volontariato ci fa osservare come sia cresciuta la necessità di rispondere a tempi straordinari con misure straordinarie. A Roma i posti letto per persone senza dimora durante l’inverno sono 2800. Si questi oltre la metà sono approntati e gestiti da privati (parrocchie, volontariato, enti benefici…). Il Comune di Roma nei mesi invernali gestisce poco meno della metà del totale, comprendendovi anche i posti letto per i rifugiati politici. Tutto questo rappresenta già uno sforzo importante, ma purtroppo non ancora sufficiente per far fronte ad una realtà di sofferenza che si è andata aggravando nelle ultime settimane".

[28-01-2013]

 
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