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Giulia Bongiorno, candidata alla Regione, si presenta

"modelli contro la corruzione in sanità". "Regione più per le donne"

Anche la lista centrista che comprende chi appoggia Monti, l'Udc, e l'area finiana presenta la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio. L'avvocato Giulia Bongiorno alla sua prima uscita ufficiale non ha fatto sconti, soprattutto al Pdl e a Silvio Berlusconi, forte della sua esperienza nel recente passato in commissione giustizia.

"Berlusconi si è sempre lamentato che noi gli abbiamo impedito di portare avanti la riforma della giustizia. In realtà, "quello che ho bloccato in commissione sono state soltanto una serie di proposte indecenti sulla giustizia, come quella sulle intercettazioni". "Berlusconi è ostile nei miei confronti - ha aggiunto - ma io sono fiera di non aver fatto distruggere la giustizia e la verità è che la mia commissione non ha potuto lavorare bene perché si è occupata delle leggi ad personam". Per quanto riguarda il Lazio, sul fronte legalità, "nel mondo della sanità inserirò modelli e strumenti che combattano la corruzione". "Non è un problema di giustizialismo ma di giustizia", ha sottolineato più volte Bongiorno. Infine, "la regione deve e può fare di più per le donne. In questa Regione ci sono molte donne vittime di violenza: aiutiamole negli ospedali a non ricevere solo cure fisiche ma a trovare persone preparate ad accompagnarle, potenziando la medicina di genere". Sempre sul fronte sanità Bongiorno ha ribadito che la vicenda della Tbc al Gemelli, che la ha vista coinvolta con suo figlio, "mi ha addolorata molto". Per concludere, il presidente uscente della commissione Giustizia ha fatto presente che "la mia candidatura alla Regione Lazio è stata concordata con Monti, se ci sarà il sostegno di Italia futura ben venga".

[18-01-2013]

 
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