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Omicidio Vermicino del 3 ottobre scorso, tre arresti

l'esecuzione per un regolamento di conti in ambito malavitoso

Tre persone sono finite in manette, un romano e due calabresi, per l’omicidio di Paolo Marfurt, 45 anni anche lui romano, ucciso in un agguato a Vermicino la notte dello scorso 3 ottobre. Marfurt fu freddato da almeno due sicari che spararono cinque colpi di arma da fuoco; uno lo colpì alla nuca e i restanti al torace. La vittima fu trovata esanime ancora con il casco indosso accanto al suo scooter.

Un'esecuzione premeditata ed il cui movente, secondo gli elementi acquisiti finora dai Carabinieri, potrebbero essere legato a contrasti tra la vittima ed i mandanti del delitto del 45enne romano. L’uomo era già conosciuto dalle forze dell'ordine con un lunga lista di precedenti penali.  E proprio un regolamento di conti in ambito malavitoso potrebbe essere il movente dell’omicidio.

Sullo sfondo della vicenda c’è un'agenzia di pratiche auto di Torre Angela che nascondeva in realtà un 'commercio' di veicoli ricettati con la funzione di riciclare denaro sporco. La vittima collaborava con l'agenzia, gestita da due romani. Questi a loro volta era in rapporti d'affari con un calabrese, già noto alle forze dell'ordine con precedenti per droga ed armi. E proprio i dissapori tra Marfurt ed il calabrese hanno probabilmente determinato la "condanna a morte" del 45enne romano. Il suo "amico" titolare dell'agenzia lo ha infatti attirato in un tranello: un appuntamento in una strada poco frequentata dove è stata eseguita l'esecuzione a sangue freddo.

[18-01-2013]

 
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