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Escort uccisa a colpi di spranga, delitto ancora senza colpevole

la Procura chiede l'archiviazione

Il corpo di Laura Zambani, 55 anni, fu trovato sotto al letto. Un ultimo gesto disperato per sfuggire alla furia del suo omicida ma che non bastò per salvarle la vita. La squillo fu uccisa a colpi inferti con un pesante tubo metallico la notte del 10 novembre 2009 nel suo appartamento in via Squillace, in zona Appia Nuova. A più di due anni dal delitto, la Procura di Roma chiede l’archiviazione per l’unico indagato: un imprenditore romano di 55 anni, da tempo amico della vittima. Il Pm Maria Bice Barborini ha infatti valutato insufficienti gli elementi a sostegno dell’accusa. Nessuna prova certa quindi sull’unico sospettato. Il giudice delle indagini preliminari deciderà ora se accogliere o meno le conclusioni del magistrato che ha chiesto l’archiviazione. Intanto non è escluso che si cerchi ancora di fare luce su alcune piste alternative indicate dall’avvocato difensore dell’imprenditore: in primis un cliente della vittima, un quarantenne della Roma bene. L’uomo con disturbi mentali aveva annotato sul suo diario frasi offensive e di vendetta contro prostitute.
Secondo l’avvocato dell’imprenditore indagato, la Procura aveva anche ricostruito un probabile movente: il 40enne avrebbe ucciso perché la donna doveva restituire un prestito di 20.000 euro. Ma le indicazioni fornite dalla difesa non hanno portato a nessuna conclusione né all'iscrizione di nuovi indagati.


[10-01-2013]

 
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