Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Shopping, dal 5 gennaio al via i saldi. Consumi in calo

Per le famiglie si stima una spesa media di 300 euro

Per i commercianti non sarà stato sicuramente un Natale ricco, così come tutto il 2012. Con il 32% in meno dei redditi d'impresa il settore rischia di sprofondare. Anche con l'arrivo imminente dei saldi, che partiranno il 5 gennaio in tutta la Regione, la situazione non sembre poter migliorare migliorare. "Negli ultimi 3 anni sono state circa 40 mila le imprese italiane costrette a cessare l’attività (circa 4000 a Roma e nel Lazio). C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria, presidente della Confesercenti di Roma e del Lazio – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese". Per colpa della crisi e delle nuove tasse previste per questo nuovo anno, la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 300 euro".

Quest'anno si parte prima anche se, secondo Alberta Parissi(FISMO), l'anticipo non fa bene al settore: "Le vendite di fine stagione o saldi rappresentano per il nostro settore circa il 35% del fatturato e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio. Sulla stessa linea Giammaria: "Ogni volta con cadenza ciclica c’è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per i saldi e comunque per il settore del commercio. Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti e che ha avuto ulteriore riprova nelle ultime festività natalizie. Per questo con il mese di gennaio continueremo con la campagna “Libera la Domenica” per la raccolta di firme per la proposta di Legge popolare che riporti la competenza di orari e aperture del settore alle Regioni. I saldi – conclude Giammaria – debbono tornare ad essere un evento per la promozione del territorio oltreché un'occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori".

IL VADEMECUM PER IL CORRETTO ACQUISTO DEGLI ARTICOLI IN SALDO:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si é acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c'é obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

[02-01-2013]

 
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