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Riciclaggio e criminalità, confiscati beni per 26mln ad un noto immobiliarista

Danilo Sbarra, deceduto nel 2006, riciclava per conto di noti gruppi criminali

Beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 26 milioni di euro sono stati confiscati dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma agli eredi di un imprenditore romano deceduto nel 2006, Sbarra Danilo, e già condannato per i reati di usura e riciclaggio. L'ascesa economica dell’imprenditore è risultata legata in passato al suo ruolo di riciclatore, non solo per conto di noti gruppi criminali operanti nella Capitale, quali la "Banda della Magliana" e la "Banda della Marranella", ma anche di esponenti di spicco di "Cosa Nostra" siciliana e della "NUOVA FAMIGLIA" di matrice camorrista.

Le attività di Sbarra hanno permesso non solo il mascheramento dei proventi illeciti, ma altresì garantito un’elevata produttività, con beneficio sia per le associazioni mafiose finanziatrici che per lo stesso imprenditore, permettendo l’accumulazione di un imponente patrimonio immobiliare e mobiliare. Con l’operazione odierna i Finanzieri hanno sottoposto a confisca 47 unità immobiliari site a Vieste (FG), 2 terreni siti a Sabaudia (LT) ed un terreno sito a Latina, 7 unità immobiliari a Sabaudia (LT), 5 autovetture, quote societarie di 7 società operanti nel Lazio e conti correnti per un valore totale di stima pari a € 26.118.725.



[12-12-2012]

 
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