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SanitÓ nel Lazio, la morsa del commissario Bondi. Tagli per 900 milioni di euro

Il segretario della Uil, Paolo Dominici: "Pronti alle barricate"

di Luca Siliquini

Decisamente aria di bufera per la sanità nel Lazio. I tagli del commissario straordinario Bondi, ufficializzati dalla firma di ieri, rischiano di dare il definitivo colpo di grazia a un sistema già fin troppo martoriato da anni di cattiva gestione. Nello specifico, ogni struttura, pubblica o privata che sia, riceverà il 7% in meno di fondi, per una decurtazione complessiva di 900 milioni di euro. Cento letti da eliminare nel San Camillo, gli stessi nel San Giovanni e forse anche nel Policlinico Umberto I. Più altri 140 nel San Filippo Neri, e 40 nel Pertini. Provvedimenti simili coinvolgono inoltre il Sant’Eugenio. Quattro, poi, gli ospedali destinati alla chiusura: Cto (118 letti), Forlanini (55), Oftalmico (19) e Eastman (26). Al Gemelli, stipendi ridotti del 30%. Nel frattempo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il senatore Domenico Gramazio hanno convocato per lunedì 10 dicembre 2012, alle ore 14, in Campidoglio i rappresentanti dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) per un confronto serio e costruttivo sugli interventi da mettere in campo per garantire la continuità del servizio aziendale. Presenti al tavolo, oltre la proprietà, anche il direttore generale della Asl Roma E, Maria Sabia, e il direttore generale dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio, Gabriella Guasticchi.

Il Piano di rientro del commissario Bondi, volto al riequilibrio del sistema sanitario entro il triennio 2013-2015, vorrebbe promuovere la riorganizzazione degli ospedali pubblici attraverso tre finalità: migliorare l’assistenza dei degenti; ottimizzare la riabilitazione domiciliare e territoriale; impiegare in modo più efficace le risorse umane, tecnologiche e strutturali. Per giungere a tali obbiettivi, il Piano di Bondi ha individuato cinque linee di azione: 1) Rafforzare la rete dell’emergenza; 2) Ridurre la frammentazione assistenziale, aggregando le alte specialità per rafforzare e valorizzare le eccellenze; 3) Ristrutturare la logistica della rete ospedaliera con l’intento di razionalizzarla; 4) Attuare una riduzione selettiva dei posti letto destinati alle alte specialità e diminuire i giorni di degenza media attraverso una più rapida erogazione delle prestazioni, verificando con un monitoraggio stringente le dimissioni ospedaliere; 5) Potenziare l’offerta assistenziale nelle Province per decongestionare l’area romana e ridurre il numero delle unità operative complesse (Uoc). Due i risultati finali da ottenere: garantire il rispetto della norma che fissa al 3 per mille il tasso dei posti letto per abitante e aumentare il numero di posti letto disponibili per pazienti provenienti dal pronto soccorso e dal sistema dell’emergenza in genere.

Del resto, i dati della Regione Lazio elaborati da Agenas dimostrano un deficit tendenziale per l’anno 2013 a dir poco allarmante - appunto circa 900 milioni di euro -. Anche le cifre dell’Ocse confermano il triste dato. La spesa out of pocket degli italiani nel 2010 è stata pari al 17,8% della spesa sanitaria complessiva (rispetto al 7,3% della Francia, l’8,9% del Regno Unito e il 13,2% della Germania). Due quindi le carenze da supplire: l'assistenza territoriale, la cui stima di fabbisogno ulteriore è valutata intorno ai 150 milioni di euro annui a regime, e l'eccessiva frammentazione delle prestazioni, che si riflette sulla qualità e la tempestività delle prestazioni. La degenza pre-operatoria ad esempio è di 2 giorni e mezzo, contro la media nazionale di 1,9 giorni. La degenza media totale è di 7,1 giorni (contro i 6,7 della media nazionale).

“Il San Filippo Neri, il Cto, l’Oftalmico e il Forlanini non devono chiudere né devono essere declassati”. Con queste parole il segretario della Uil Fpl di Roma Paolo Dominici, ha commentato i recenti fatti durante un’assemblea al San Filippo Neri insieme a cittadini e pazienti. “Siamo pronti alle barricate”, ha aggiunto il sindacalista, “la situazione è critica e la nostra pazienza è finita: abbiamo già dato. Basta fidarsi della politica e soprattutto basta fidarsi dei cosiddetti tecnici abili soprattutto a tagliare”.
 

[08-12-2012]

 
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