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Sicurezza, 2011 anno nero per Roma e il Lazio

I dati di Eures e Upi Lazio. Nella Capitale aumento dei reati dell'8,2%

di Luca Siliquini

"Il 2011 anno nero per la sicurezza a Roma e nel Lazio". Questo è quanto emerge nel Rapporto 2012 sullo stato delle Province del Lazio stilato dall’Eures, ricerche economiche e sociali in collaborazione insieme all’Upi Lazio. 313.447 reati denunciati lo scorso anno nel Lazio, oltre 22mila rispetto al 2010. Scendendo nel dettaglio, 257.434 i crimini compiuti nella provincia di Roma (+19.499, pari a +8,2%), 25.906 a Latina (+1.690, pari a +7%), 14.049 a Frosinone (+626, pari a +4,7% rispetto al 2010), 11.241 a Viterbo (+494, pari a +4,6%) e 4.683 a Rieti (+126 reati, pari a +2,8% rispetto al 2010). 

L’incremento delle attività delinquenziali nel Lazio (+7,7% rispetto al 2010 e +15,4% rispetto al 2009) risulta tra l’altro decisamente superiore alla media nazionale (+5,4% e +5,1%), salendo l’indice dei reati denunciati e scoperti ogni 1.000 abitanti nel Lazio a 55,2 nel 2011 (45,8 in Italia). A livello provinciale Roma - 62 reati ogni 1.000 abitanti - si conferma la provincia del Lazio meno sicura, seguita da Latina (47), Viterbo (35,3), Rieti (29,3) e Frosinone (con il valore “minimo” di 28,2 reati ogni 1.000 abitanti). Secondo l’indagine campionaria realizzata dall’Eures, realizzata attraverso la somministrazione diretta e telefonica di 2005 questionari ad un campione casuale di cittadini maggiorenni, il 31,2% degli intervistati dichiara di sentirsi “poco” (27,4%) o “per niente sicuro” (3,8%) nel proprio comune, con un costante incremento negli ultimi 3 anni (+8,1 punti rispetto al 23,1% del 2010 e +1,7 punti rispetto al 29,5% del 2011). 

La percezione di insicurezza riguarda circa la metà degli anziani (il 46,7% degli ultrasessantaquattrenni), il 40,4% dei cittadini a rischio povertà e il 40,3% dei cittadini del comune di Roma (a fronte del valore minimo di 16,6% tra i residenti nei piccoli centri urbani). Il 25,7% degli intervistati è inoltre convinto che la criminalità sia aumentata nell’ultimo anno (contro il 12,5% che registra un decremento e un prevalente 61,8% che non evidenzia significativi cambiamenti). Tale convinzione è condivisa da un terzo dei cittadini della Capitale (il 33,8%, a fronte di un ben più contenuto 11,4% tra i cittadini dei piccoli centri). 

Per concludere, il 26,2% dei cittadini boccia le politiche per la sicurezza attuate dal governo, denunciando in particolare il fallimento dell’azione di contrasto ai furti e alle rapine in casa (nel 22,8% dei casi, che sale al 32,6% tra gli over64), al traffico di stupefacenti (20,1%, che sale al 25,8% nella Capitale) e alle aggressioni (15,7%).

[06-12-2012]

 
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