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Sciopero a Fiumicino, la protesta dei lavoratori Cai e delle aziende dell'indotto

"Vogliamo pi¨ sicurezza e meno precarietÓ"

All’aeroporto di Fiumicino centinaia di lavoratori di comparti diversi hanno protestato di fronte al Terminal Arrivi T1. Allo scalo romano, dopo la privatizzazione di Alitalia ed il licenziamento di 10.000 dipendenti, si sono susseguiti una serie di tagli anche per il comparto del trasporto aereo e per il suo indotto. Intanto la nuova Alitalia-Cai ha annunciato 690 nuovi esuberi.

"Come è possibile che dopo due anni dall'acquisizione di Alitalia e i 10.000 licenziamenti continuano gli esuberi? Come mai questa azienda non riesce a decollare? -si domanda Paolo De Montis, del Cub Lazio- Come mai questa famosa cordata italiana non ha fatto crescere Alitalia? Secondo noi non l'ha fatto perché non avevano nessuna intenzione di lanciare questa azienda ma aveva interesse solo nel concludere un semplice businness. Poi c'è da dire che tutta la parte delle manutenzioni è stata spostata in Israele -conclude De Montis- E' chiaro che se, man mano, sposto fuori tutto il lavoro, anche dell'indotto, si arriva a nuovi esuberi".

Lo sciopero di 24 ore, con sit in davanti l’ingresso dell’aeroporto, è stato indetto dal Cub Trasporti. Lo stop ha coinvolto piloti, operai ed impiegati ed ha creato qualche disagio al trasporto aereo: soprattutto nel settore della consegna bagagli visto che in prima fila allo sciopero ci sono gli addetti del trasporto valigie. Sono colleghi di Giorgio Manzi, il 44enne operaio che lo scorso 11 novembre rimase ucciso perché schiacciato tra un carrello ed il portellone di un velivolo. I colleghi di Manzi chiedono meno precarietà e più sicurezza.

"Oltre a maggior sicurezza chiediamo anche rispetto e stipendi adeguati. -racconta Fabrizio, un addetto al carico e scarico aeroplani-. Sono 11 anni che lavoro qui a Fiumicino da precario e non arrivo neanche a 1000 euro al mese. E' chiaro che con la crisi che c'è ed i prezzi che lievitano, non si riesce mai ad arrivare a fine mese".

OPERAI CONTRO I TAGLI E LA PRECARIETA'

[30-11-2012]

 
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