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Il corteo antifascista dai metodi totalitari

Giornalisti minacciati durante il corteo antifascista in piazza dell'Esquilino

di Antonio Bella

Sabato 24 novembre Roma ha accolto diverse manifestazioni e sit in. Sono scesi in piazza gli studenti, i militanti dell'associazione di estrema destra Casapound che hanno sfilato da piazza Mazzini a ponte Milvio. Hanno protestato in un sit in che si è definito "antifascista" anche un migliaio di ragazzi di centri sociali, gruppi anarchici e di estrema sinistra.

I manifestanti hanno protestato in piazza dell'Esquilino contro il corteo di Casapound che si stava radunando in piazza Mazzini. E' stato affisso un manifesto "Roma Antifascista". I metodi nel dialogare con giornalisti e operatori tv che erano nella piazza non sono parsì però propriamente "antifascisti". Mi spiego meglio: è stato impedito alle telecamere di riprende da vicino la protesta ed i volti dei manifestanti. I fotografi sono stati relegati ad un angolo della piazza. In particolare alcune persone vestite di nero, con volto parzialmente coperto da sciarpe, alcuni con caschi al seguito, hanno minacciato giornalisti, videoreporter e operatori tv nello svolgere il proprio lavoro. Se nel corteo di Casapound operatori e giornalisti non hanno avuto alcun problema nel realizzare riprese video, nel sit in di piazza dell'Esquilino, invece, i metodi sono sembrati più "totalitari" che democratici e di sicuro non erano modi "antifascisti".

[28-11-2012]

 
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