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Cronaca Giudiziaria
 
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Abusi a Rignano Flaminio, solo indizi e nessuna prova certa

le motivazioni della sentenza di assoluzione. "Forte contaminazione delle prove"

I genitori dei bimbi di Rignano Flaminio che denunciarono i presunti abusi sessuali sui loro figli avrebbero esercitato “una forte contaminazione” sulle prove che portarono poi all’apertura del processo. L’influenza dei genitori sulle testimonianze portate in tribunale è tra le motivazioni principali che hanno portato alla sentenza di assoluzione per cinque persone; tre maestre, un autore tv ed una bidella, tutti accusati di presunti abusi su almeno 19 bimbi della scuola elementare “Olga Rovere”.

Quello di Rignano Flaminio è stato un caso giudiziario difficile e controverso iniziato nel luglio del 2006. Sei anni di indagini, poi l’apertura del processo ed il 28 maggio scorso l’assoluzione. Per i giudici del Tribunale di Tivoli non ci furono abusi sessuali sui minori della scuola di Rignano.

I cinque imputati erano stati assolti per “l’insussistenza dei fatti” contestati tra il 2005 ed il 2006. Nei confronti dei cinque erano state formulate accuse pesantissime: violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni e sottrazione di persona incapace. Il Pm Marco Mansi aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione. I giudici del Tribunale di Tivoli invece hanno deciso per l’assoluzione, ed hanno riscontrato “solo indizi ma nessuna prova certa”. Oggi, a sei mesi dalla sentenza, emergono anche le motivazioni che portarono a quella decisione. Le denunce presentate dai genitori, secondo i giudici, sarebbero state ''frutto di una forte contaminazione''.
 
 

[26-11-2012]

 
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