Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Fiumicino, sotto sequestro il cantiere del nuovo porto turistico

sette indagati, l'accusa di frode in forniture pubbliche

La polizia Tributaria della Guardia di Finanza, con l'operazione "Mare mosso", ha sequestrato l'area (di circa un ettaro) del nuovo porto turistico di Fiumicino. Il provvedimento è stato sollecitato dalla Procura di Civitavecchia che sta indagando su sette persone per il reato di frode nelle pubbliche forniture. Il sequestro è legato a presunte carenze strutturali e a problemi di tenuta e sicurezza all'interno dell'opera che ha un valore di circa 400 milioni di euro.

Dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf è emerso che, attraverso un articolato meccanismo, i lavori venivano affidati a imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo Acqua Pia Marcia di Roma facente capo a Francesco Bellavista Caltagirone. L'obiettivo era quello di realizzare il nuovo porto a costi sensibilmente inferiori ai 400 milioni stimati, il tutto -secondo le indagini- a beneficio delle società del gruppo e a scapito della sicurezza e della qualità delle strutture realizzate, per un valore di 19,5 milioni. Realizzazioni apparse subito non adeguate con le mareggiate di fine ottobre, che hanno addirittura causato lo sprofondamento della zona terminale del molo di Traiano. A rilevarlo erano stati per primi i militari della capitaneria di porto intervenuti a Fiumicino, conclusione poi confermata anche da una perizia disposta dall’autorità giudiziaria.   
Secondo le indagini delle fiamme gialle del nucleo polizia tributaria di Roma, attraverso un articolato meccanismo, i lavori sarebbero stati affidati senza regolari gare di appalto a imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo Acqua Marcia, concessionaria per 90 anni per conto della Regione Lazio. L'obiettivo sarebbe stato quello di realizzare il nuovo porto a costi sensibilmente inferiori ai 400 milioni stimati. Oltre a Francesco Bellavista Caltagirone, sono indagati i legali rappresentanti e i consiglieri delle società coinvolte e il direttore dei lavori. Per tutti l'accusa è di frode in forniture pubbliche.

IL SEQUESTRO

 
 

[19-11-2012]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE