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Scontri sul Lungotevere, indagato un poliziotto

Il capo della polizia Manganelli: "Isolare e sanzionare chi sbaglia"

di Luca Siliquini

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati un agente di polizia per l'aggressione ai danni di un manifestante, nei pressi del Lungotevere, nel corso degli incidenti avvenuti per lo sciopero europeo contro le politiche di rigore. Si tratta di un agente di polizia identificato grazie a un filmato dove si vede lo stesso poliziotto colpire con il manganello sul volto uno dei manifestanti caduto a terra. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Luca Tescaroli.

Terminato intanto l’incubo delle manette per gli studenti arrestati a Roma due giorni fa durante gli scontri sul Lungotevere. Ora, per fare realmente luce sui fatti accaduti, sarà necessario risalire “alla completa identificazione dei poliziotti che si sono resi responsabili di abusi. Perché quei poliziotti saranno puniti. E lo dico non solo perché questa è l’indicazione del ministro, ma perché condivido gli argomenti che il ministro ha usato. Il rispetto democratico che meritiamo passa attraverso la nostra forza nell’isolare e sanzionare chi sbaglia”. Queste le parole del capo della polizia rispetto la vicenda.

In un’intervista a “La Repubblica”, Manganelli sottolinea che “il rispetto democratico che meritiamo passa attraverso la nostra forza nell’isolare e sanzionare chi sbaglia”. Di conseguenza, “essere trasparenti è il solo modo per ribadire che il poliziotto che fa il proprio dovere sarà invece tutelato in ogni sede. Dico di più, nel momento in cui sanziono uno dei miei uomini per il suo comportamento intollerabile, ho la forza e assumo l’impegno di premiare chi tra i miei uomini, e sono la maggioranza, dimostra in piazza professionalità, cultura democratica e sensibilità”.

Per ciò che riguarda le immagini del lancio di lacrimogeni messe online proprio da “La Repubblica”, Manganelli tiene a specificare che “anche il Dipartimento, come del resto il ministero di Grazia e Giustizia, ha avviato accertamenti per verificare con esattezza le modalità con cui sono stati esplosi quei lacrimogeni. Per quelle che sono le informazioni che abbiamo raccolto al momento, posso sicuramente dire che nessun appartenente al Reparto Mobile ha avuto accesso al ministero e dunque è da escludere che, qualora gli ordigni fossero stati lanciati dall’interno dell’edificio, questo sia avvenuto per mano di poliziotti in servizio di ordine pubblico.

“Se al contrario”, conclude Manganelli, “come il questore di Roma è propenso a ritenere in questo momento, quelle tracce che si vedono nel video altro non mostrano che la parabola discendente di lacrimogeni esplosi dal piano stradale, si tratterebbe allora dell’esito di un normale lancio da parte del personale che in quel momento era impegnato a disperdere i manifestanti lungo via Arenula. Ma anche qui ci tengo a precisare che sono solo delle prime valutazioni che, evidentemente, andranno scrupolosamente verificate anche alla luce di un esame tecnico delle immagini”.

[17-11-2012]

 
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