[08-02-2012]
“Auspico che le parti sociali possano trovare una posizione comune sulla riforma del mercato del lavoro. Se vogliamo dare certezze al futuro del nostro Paese dobbiamo innanzitutto investire sui nostri giovani: valorizzare i curricula meritevoli e favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro ponendo un freno alla fuga dei nostri cervelli all’estero. Le nuove generazioni - le loro capacità e competenze - rappresentano il futuro dell’Italia; sono loro a rendere in prospettiva produttivo e competitivo il nostro Paese”.
Lo dichiara in una nota Italo Intino Presidente del Centro Studi organizzativi.
“Nel corso del 2011 - afferma Intino - il Centro Studi ha organizzato numerosi incontri e dibattiti che hanno visto la partecipazione attiva di neo laureati e lavoratori under 35. I giovani propongono una riforma strutturale del mercato del lavoro volta a sostenere continuità delle prestazioni offerte, maggiori tutele, reinserimento per gli inoccupati, meritocrazia. Aspetti questi che porrebbero le basi per un mercato del lavoro aperto e competitivo”.
“L’economia del nostro Paese si è trasformata. Il mercato del lavoro è cambiato: si è rinnovato grazie a competenze ampie e specialistiche. Bisogna valorizzare l’enorme patrimonio rappresentato dall’eccellenza italiana. Ed affinché ciò possa concretizzarsi è opportuno garantire stabilità nel mondo del lavoro, tanto nel settore pubblico quanto nel comparto privato. Il riferimento è alle Piccole Medie Imprese che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia”.
“E’ compito dello Stato - conclude Intino - definire le linee guida per una riforma del mercato del lavoro condivisa e, successivamente, investire nei settori strategici per il nostro Paese: turismo e beni culturali, ambiente e energie rinnovabili, settore agro-alimentare, sanità e nuove tecnologie”.
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