[03-02-2012]
Nella settimana dal 28 al 31 gennaio 2012 si è svolta a Roma la manifestazione più importante che interessa e coinvolge tutto il mondo dell’alta moda italiana.
Stilisti del calibro di Sarli, Balestra, Curiel, Gattinoni, Lancetti ed una infinità di altri hanno proposto le loro creazioni, opere che sono risultate a volte tradizionali, a volte avveniristiche ed al limite di unl futuro impossibile.
Ma si sa, moda non è soltanto commercio sfrenato, è anche arte, creazione, ricerca, in particolare per i giovani che in cerca di concretizzare le loro aspirazioni ce la stanno mettendo tutta per offrire al pubblico quanto di meglio la loro ispirazione riesce a mettere in campo, tanto che hanno presentato le loro creazioni anche una nutrita serie di emergenti: Rossorame, Lemuria, Cosi Nero Quasi Blu, Jodel, Chiarad, Carnet Heart, Cris Berry che nelle più varie locations che Roma è stata in grado di offrire hanno sfilato, anch’essi applauditissimi.
Tra gli altri, ma fra i più promettenti ed interessanti, Luigi Bruno ha sfilato, nella cornice del Grand Hotel de la Minerve, proponendo, attraverso la accorta e sapiente regia di una grande Sara Iannone, una grande quantità di modelli alcuni dei quali assolutamente “ desiderabili “, tutti caratterizzati dall’alto grado di “ portabilità “, caratteristica questa che ha fatto proporre lo stilista napoletano di nascita ma poetino di adozione come uno tra i più insoliti ed affascinanti tra tutti quelli che hanno sfilato.
Da oltre trenta anni Luigi Bruno dedica la sua creatività alla esaltazione della figura femminile, restituendo alla donna la sua immagine più classica per celebrarne tutto il suo splendore: una scelta professionalmente tendente a maturare, dopo tanti anni di operosa attività, ogni sua scelta, ogni suo abito che – vivendo in simbiosi con la donna – riesce ad esaltarne la figura ogni qualvolta un suo abito viene proposto all’attenzione del pubblico.
In controtendenza, Luigi Bruno ha fatto proporre le sue creazioni da modelle solo taglia 42, volendo con ciò dimostrare, uno fra i pochissimi, che proprio l’esaltazione della donna avviene anche e soprattutto attraverso l’esaltazione della bellezza e l’eleganza delle forme anche se appena sopra misura, ed anche al fine di corrispondere ad esigenze di mercato che non guardano più a figure viziate da latente anoressia ma vogliono piuttosto dedicarsi alla esaltazione del bello vero senza arrivare, però, all’opulenza dei classici greci o romani.
In sostanza, abbiamo avuto modo di capire che la donna di Luigi Bruno è una donna vera, splendida, orgogliosa di se e delle sue forme.
Che dire del parterre delle varie sfilate? Grande partecipazione di personaggi del mondo economico, politico ed istituzionale: personalità del calibro di Valeria Mangani, vice presidente di Alta Roma, a Davide Bordoni che proprio alla sfilata di Luigi Bruno hanno presenziato insieme ad una effettiva moltitudine di attori ed appartenenti alla nobiltà romana.
Drappeggi, contrasti di colore, tessuti raffinati e preziosi hanno contribuito alla riuscita di una esibizione che per la sua peculiarità è stata effettivamente unica tra le grandi sfilate che AltaRoma ed AltaModa hanno saputo proporre all’attenzione del raffinato pubblico che ha effettivamente gradito le esibizioni anche sperando in un rilancio del settore moda che nel nostro paese sta attraversando, come tanti altri, un momento davvero non facile.
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