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Comunicati Stampa - Cultura
 
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[08-03-2010]

MI CHIAMO RACHEL CORRIE

 
13 marzo 2010 -ore 21.00 Serata evento al Teatro della Dodicesima con Amnesty International e...   MI CHIAMO RACHEL CORRIE     tratto dagli scritti di Rachel Corrie
edito da Alan Rickman e Katharine Viner
traduzione di Monica Capuani

progetto di e con Cristina Spina
regia di Cristina Spina e Alessandro Fabrizi
scena a cura di Paola Gandolfi
musiche a cura di Riccardo Giagni
vocal coach Susan Main

Il 16 marzo 2003 Rachel Corrie, una ragazza americana di 23 anni, fu uccisa da un bulldozer israeliano a Gaza. Come Membro dell' International Solidarity Movement (ISM), Rachel, aveva deciso di andare a Rafa, nella striscia di Gaza, per lavorare come attivista nel conflitto israelo-palestinese.
Fu ferita a morte mentre protestava contro l'occupazione israeliana nel tentativo di impedire ad un bulldozer dell'esercito israeliano di distruggere alcune case palestinesi.
Rachel viveva a Olympia, nello stato di Washington dove studiava arte e relazioni internazionali. Era molto conosciuta poiché lavorava attivamente per il movimento per la pace e la giustizia della sua città.
Rachel Corrie aveva scritto una serie di email e di lettere alla sua famiglia e ai suoi amici, spiegando perchè voleva essere a Gaza e quale fosse la sua idea del mondo. Furono proprio queste email pubblicate su “The Guardian” dopo la sua morte, che ispirarono Alan Rickman, attore e regista inglese, e la giornalista Katharine Viner, tanto da spingerli a chiedere alla famiglia Corrie di trasformarli in un monologo teatrale.
I genitori di Rachel, non solo acconsentirono, ma raccolsero tutti gli scritti della figlia dall'età di 12 anni fino ai suoi giorni a Gaza.
“Mi chiamo Rachel Corrie” non è soltanto una piece politica, ma racchiude interrogativi sulla vita reale e su temi esistenziali condivisi dai giovani, e non solo.
E’ difficile non rimanere impressionati dalla straordinaria potenza di questo testo appassionato, illuminato, ironico e poetico e soprattutto colpisce la forza di questa giovane donna piena d’ideali, divertente, intelligente e con un notevole talento di scrittrice.

“Questo materiale ci ha permesso di scoprire una donna che era sia ordinaria che straordinaria: che scriveva poesie sul suo gatto, sui suoi amici, su sua nonna, sul vento, ma anche una donna che, sin da un’età incredibilmente precoce, si confrontava appassionatamente con il mondo, tentando di trovare il proprio posto al suo interno.

.Abbiamo tentato di rendere giustizia a Rachel nella sua interezza: non era una santa e neanche una traditrice, era seria e divertente, ed era una persona consistente e piena di umanità. O, per dirla con parole sue, “scombinata e deviante e troppo casinista”.
Abbiamo scelto le parole di Rachel invece che quelle di migliaia di vittime palestinesi e israeliane, per la qualità e l’accessibilità del linguaggio.
Non ho dubbi sul fatto che, se fosse vissuta, avrebbe prodotto un profluvio di romanzi e opere teatrali. La tragedia e che non sentiremo più la voce di Rachel Corrie." Katharine Viner

"Rachel voleva vivere, scrivere e conoscere. Ridare vita alle sue parole è per me un tentativo di ripercorrere il suo viaggio. “C’è la possibilità che quello che cerchi ti cambi”.“non viviamo al di fuori di questa realtà”. La fantasia e il coraggio di Rachel mi danno la possibilità di pensare che forse un giorno qualcosa potrà cambiare. Cristina Spina  

 

TEATRO DELLA DODICESIMA

Via Carlo Avolio, 60 - 00128  (EUR Spinaceto) Roma

Dal lunedì alo venerdì dalle 10.00 alle 19.00    tel. 06/93933470

www.teatrodelladodicesima.it     info@teatrodelladodicesima.it

 
 
 
 
 
 
 
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