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Il racconto dei racconti - Tale of Tales

di Matteo Garrone. Con Salma Hayek, Vincent Cassel, John C. Reilly, Toby Jones

di Rosario Sparti

C'era una volta un regno, anzi tre regni vicini e senza tempo, dove vivevano, nei loro castelli, re e regine, principi e principesse. Un re libertino e dissoluto. Una principessa data in sposa ad un orribile orco. Una regina ossessionata dal desiderio di un figlio. Accanto a loro maghi, streghe e terribili mostri, saltimbanchi, cortigiani e vecchie lavandaie: gli eroi di questa storia.

Tre regni. Tre sovrani che esercitano arbitrariamente il potere per soddisfare la legge del desiderio. Tre donne. Tre età della vita per raccontare ansie e sogni della femminilità. Tre storie. Si sa che il tre è il numero perfetto, così Matteo Garrone abbraccia la magia della teoria dei numeri per mettere in scena questo inaspettato fantasy d’autore. Libero adattamento del Cunto de li cunti di Giambattista Basile, riporta la favola alla sua natura primigenia, orrorifica e simbolica, guardando al presente nonostante l’ambientazione barocca. Sotto i costumi, difatti, si nascondono ossessioni contemporanee che denunciano i pericoli insiti nelle istituzioni, pronte a creare fantasie che guidano la società verso assurdi comportamenti. 

Come in GOMORRA e REALITY, i protagonisti sono uomini che patiscono sulla propria pelle i capricci di un potere, corrotto e bizzoso, che si diverte a manipolarli e sfruttarli; che si tratti delle irrefrenabili voglie sessuali di un re satiro, del senso di possesso di una regina ostinata oppure delle bizzarre passioni di un re indolente e cinico, triste sarà la sorte di chi circonda i regnanti. Così, il regista,mettendo in scena storie che tra le righe parlano di corruzione morale, realizza un film di genere dal sottotesto "politico", come nella migliore tradizione del nostro cinema d'antan. E dal cinema di genere, rivisitato con occhio autoriale, riprende il gusto per l'intrattenimento, cimentandosi in sequenze che oscillano tra l'horror e l'avventura. C'è poco o nulla del tanto citato IL TRONO DI SPADE, se non l'attenzione per una confezione memore del meglio della produzione internazionale, perché Garrone guarda al fantastico sottolinenando la natura fiabesca delle novelle. Pertanto bisogna puntare l'occhio al Pasolini del DECAMERON, dove l'alto e il basso, la bellezza e la turpitudine, s'incontravano per celebrare la vita. Ma se lì il sesso era un divertimento dai tratti turbolenti, qui i sogni diventano desideri destinati a creare dolore e delusioni.

Le fisse del cineasta sono sempre le stesse (la mutazione corporea, gli oscuri oggetti del desiderio, la scoperta della bellezza nell'inconsueto) ma stavolta scorrono sottotraccia, camuffandosi dietro al lavoro sontuoso compiuto dai vari reparti tecnici. Se l'appeal del cast internazionale (Salma Hayek, John C. Reilly, gli ottimi Toby Jones e Shirley Henderson) garantisce l'attenzione del pubblico, il lavoro di scrittura cerca il coinvolgimento emotivo tramite sensazioni forti, che si tratti della paura - come nella scena mirabile del pipistrello gigante - o della risata - un po' tutto l'episodio delle vecchie. Ma l'empatia purtroppo funziona solo a tratti, causa la frammentarietà della struttura, in questo modo su queste storie carnali talvolta sembra gravare una freddezza eccessiva. Tuttavia Garrone si riscatta sfogando il proprio gusto pittorico, cuore della pellicola: crea immagini di straordinaria bellezza e fa del cinema una mostra di meraviglie, come testimonia la scena magnifica dell’uccisione del drago marino. Non un mero esercizio di stile, quanto l'ambizione di realizzare un poema visivo dove i temi dell'opera diventano una tavolozza di colori, così il rosso ci parla della gioventù e della passione e il bianco della solitudine. Come testimonia il finale, sottile è il crinale tra la meraviglia e l'orrore, tra la vita e la morte, e forse questo non è il film perfetto che avremmo auspicato, però è un’opera coraggiosa e ambiziosa che riesce a reggersi in equilibrio sul filo degli opposti. Un compito non facile.

 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[15-05-2015]

 
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