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Suite Francese

di Saul Dibb. Con Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Matthias Schoenaerts, Sam Riley

di Rosario Sparti

Ambientato in Francia nel 1940, il film narra della bellissima Lucile Angellier che nell'attesa di ricevere notizie del marito prigioniero di guerra, vive un'esistenza soffocante insieme alla suocera, donna dispotica e meschina. La vita di Lucile viene stravolta quando i parigini in fuga si rifugiano nella cittadina dove vive e la città viene invasa dai soldati tedeschi che occupano le loro case. Inizialmente Lucile ignora la presenza di Bruno un raffinato ufficiale tedesco che è stato dislocato nella loro abitazione. Ma dopo l'iniziale indifferenza, Lucile "si risveglia" e inizia a esplorare sentimenti sepolti che la porteranno inevitabilmente verso Bruno.

Tratto dal celebre romanzo di Irène Némirovsky, SUITE FRANCESE è il nuovo film di Saul Dibb, autore del già dimenticato LA DUCHESSA. Dibb
, adattando l'opera della scrittrice francese, decide di focalizzare il suo sguardo sul desiderio proibito di Lucille, attratta da un soldato tedesco dalla spiccata sensibilità artistica. Un rapporto amoroso che diventa storia di formazione, con l’uomo sempre più disilluso e la donna finalmente libera. Ma ciò purtroppo rimane sullo sfondo, insieme alle tragedie della guerra e le miserie dell’animo umano, perché su tutto prevale un godibile melò in stile Harmony. 

Il romanzo "Suite francese" è costituito dalle prime due sezioni di un "poema sinfonico" in cinque movimenti rimasto incompiuto, poiché nel 1942 l'autrice fu deportata come ebrea ad Auschwitz, dove morì poco tempo dopo; se la struttura dell'opera è inconsueta, ancor di più lo è la storia della sua pubblicazione, che giunge per puro caso nel 2004, trasformando un manoscritto tenuto segreto in un incredibile bestseller. La scelta del regista di concentrarsi su "Dolce", la seconda parte del testo, in cui le ragioni del cuore prevalgono sulla narrazione delle atrocità del conflitto bellico, seppur comprensibile non riesce a rendere giustizia alla complessità dell'opera letteraria, spingendo il pedale sull'emozioni più semplici. Il racconto di questa passione proibita manca di nerbo, eros sanguigno, finendo per risultare pallida, e l'affresco sulle conseguenze del conflitto bellico, narrato dalla scrittrice, emerge solo a tratti, in particolare nella descrizione delle grandi e piccole meschinità degli abitanti del villaggio, sempre pronti a una delazione o un tradimento ma incapaci di assolvere il desiderio della protagonista. Tra avidi borghesi, violenti popolani e soldati privi di cuore, gli incontri tra i protagonisti sembrano essere gli unici attimi di umanità possibili; solo questi due diversi, attorniati da un circo di piccole grandi cattiverie, non si arrendono alla meschinità del momento storico.

Un desiderio di salvezza che trova la sua rappresentazione più alta nella musica - da segnalare la pregevole composizione finale per piano scritta da Alexandre Desplat -, difatti, solo tra le note sembra possibile scorgere ciò che chiamiamo bellezza, e Lucille saprà trarre da questa bellezza la forza per rivendicare la propria dignità. Purtroppo la visceralità che scorre su quello spartito è impossibile da ritrovare nello stile calligrafico che caratterizza la pellicola. Solo gli occhi di Michelle Williams, brava a rendere la dubbiosa sofferenza del personaggio, riescono a rendere il dramma di questa ragazza che si trasforma velocemente in donna. La Francia abulica e maligna così fa da tapezzeria a un melo' che vorrebbe essere al femminile ma prende troppe strade senza percorrerne nessuna fino in fondo. Insomma, siamo ben lontani dal clima di sofferta convivenza di IL SILENZIO SUL MARE e dal turbamento amoroso di HIROSHIMA MON AMOUR, ciò che resta è un drammetto, che spreca lo straordinario materiale di partenza, sin troppo attento alla propria confezione.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[11-03-2015]

 
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