Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Whiplash

di Damien Chazelle. Con Miles Teller, Melissa Benoist, J. K. Simmons

di Rosario Sparti

Andrew studia batteria jazz nella più prestigiosa ed importante scuola di musica di New York, è al suo primo anno e già viene notato da Terence Fletcher, temutissimo e inflessibile insegnante che a sorpresa lo vuole nella propria band. Il ragazzo è eccitato dalla possibilità ma non sa che in realtà sarà un inferno di prove, esercizi e umiliazioni come non pensava fosse possibile. Gli standard richiesti da Fletcher sono mostruosi e progressivamente alienano sempre di più Andrew dalle altre parti della sua vita.

"Not quite my tempo. Not my fuckin' tempo", strepita un indemoniato e militaresco J.K. Simmons nel ruolo della vita. Del resto se qualcuno vi presentasse WHIPLASH come un FULL METAL JACKET musicale non si allontanerebbe troppo dalla verità. Ma ciò che lo rende così speciale è la moltitudine di generi che nasconde sotto la scorza di film a tema. Sport movie, thriller, horror, commedia romantica, film bellico: WHIPLASH, in un certo qual modo, è tutto questo. Opera seconda del regista Damien Chazelle, la pellicola nasce come cortometraggio e poi viene sviluppata come lungo, forte di una sceneggiatura classica ma dai tratti insoliti.

Non solo per i rimandi ad altri generi cinematografici apparentemente estranei, ma per il modo spiazzante in cui risolve sottotrame e conflitti, focalizzandosi sul rapporto tra i protagonisti, il già citato Simmons e un perfetto Miles Teller, che rappressentano le due facce della medesima medaglia: la lotta crudele del genio per il raggiungimento del fine, a dispetto di tutto e tutti. Difatti dietro al più classico dei rapporti turbolenti tra maestro e allievo, si cela uno sguardo non banale sulla potenza spietata e arrogante della ricerca dell’assoluto. Perché Andrew, coltivando una passione che diventa ossessione, non solo vuole raggiungere il suo obiettivo, ma pretende di essere il miglior batterista jazz della sua generazione. Così da poter suonare col proprio tempo, come testimonia un finale perfetto e devastante emozionalmente. 

Non sempre la pellicola riesce a districarsi da certe ruffianerie o prevedibilità da film indie, ma si sente che c'è un cuore che pulsa genuina adrenalina cinematografica. Una potenza che lo straordinario montaggio, di chiara matrice scorsesiana, enfatizza grazie alla scelta di coreografare visivamente le scene musicali, che, seppur statiche, seguono ritmicamente le variazioni musicali. Si finisce così per tremare sulla sedia, scossi dalla musica e dalla tensione, vibrante sulla scena, degna dei migliori thriller. Probabilmente le parole "ben fatto" hanno i loro rischi e il protagonista fa bene a non accontentarsi, ma non tutti possono permettersi di correre sempre a mille. Non sappiamo ancora se Chazelle ha il talento per fregarsene, a lui il compito di dimostrarlo in futuro.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[11-02-2015]

 
Lascia il tuo commento