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Interstellar

di Christopher Nolan. Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine

di Francesco Picerno

La terra è in crisi di cibo da decenni, il cambiamento climatico ha distrutto il nostro pianeta e l'agricoltura locale. Un gruppo di scienziati  sfruttando la presenza di un "wormhole"  - cioè  di una scorciatoia spazio temporale che conduce ad altri universi - decide di cercare nuove dimensioni per salvare l'intera umanità.

Christopher Nolan, a due anni di distanza da IL CAVALIERE OSCURO - IL RITORNO,  ripiomba con INTERSTELLAR nelle atmosfere a lui più care: cioè la fantascienza ad incastri, fatta di leggi della fisica e di   deformazioni temporali.  INTERSTELLAR  omaggia  una serie di classici della fantascienza - da CONTACT a 2001-  mettendo al centro della narrazione il tema che più appassiona  esperti e malati del genere: i viaggi nel tempo e i rispettivi paradossi. Ne esce dunque una sintesi appassionata di anni di cinema, dove il senso ultimo di tutto è la contrapposizione tra l'amore  - quello che è il filo conduttore dei personaggi che guidano la missione spaziale - e la logica. L'amore  viene visto da Nolan come un'ulteriore dimensione che supera tutto: religione, scienza e fede. Mentre la logica e la scienza sono descritti, banalmente, come qualcosa che sfugge al nostro controllo. 

In questo semplice apparato concettuale, il regista britannico si sbizzarrisce con sequenze ad altissimo impatto registico : dall'arrivo al primo pianeta sconosciuto, fino all'ìmperdibile (visivamente e tecnicamente) sequenza all'interno della libreria. Nulla da dire dunque sul prodotto cinematografico, sulla sua confezione e sulla sua mitologia , come impeccabile è il lavoro sugli attori: il solito sorprendente  Matthew McConaughey - e una come al solito brava ed affascinante Anne Hathaway. Ma chi conosce bene Nolan e sa cosa può dare alla scrittura di un suo film, chi - insomma - ha amato le sue pellicole migliori, quelle più rigorose, da MEMENTO a THE PRESTIGE  fino a INCEPTION, non coglierà  i pregi di un regista che ha sempre giocato a scacchi con lo spettatore, portandolo in territori sorprendenti grazie ad una straordinaria "furbizia" narrativa. In INTERSTELLAR troverà paradossalmente un film più "facile", che ammicca ad uno spettatore meno sensibile ed esigente.

Inoltre, se appaiono intollerabili le critiche scientifiche sull'inverosimiglianza di alcune scene (poco interessante in un film del genere sapere per esempio quanto realmente si può orbitare intorno ad un buco nero o se i pianeti intorno ai buchi neri siano abitabili o meno) è sensato avere un piccolo senso di spaesamento sulle potenzialità che il regista britannico poteva mettere al servizio di un idea del genere. Perchè in INTERSTELLAR trionfa soprattutto lo spettacolo puro e non certo la qualità dei dialoghi o dei personaggi. E, piaccia o no, di filosofia profonda ce n'è poca . In conclusione: nell'ultimo lavoro di Nolan si sogna e ci si emoziona in maniera  intelligente e  - in questo caso - senza un particolare sforzo mentale. Ma, a volte, non è detto che sia un difetto.

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[19-11-2014]

 
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