Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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La buca

di Daniele Ciprý. Con Sergio Castellitto, Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi

di Francesco Picerno

Oscar è un avvocato che cerca di raccattare soldi in qualsiasi maniera, anche la più goffa. Armando è uscito da galera dopo 30 anni. I due si incontrano per colpa del morso di un cane e inizia tra loro una convivenza e una  collaborazione. Scopo, risarcire Armando per la sua  evidente innocenza.

Dopo il meritato successo di E' STATO IL FIGLIO, Daniele Ciprì continua la sua carriera da regista  seguendo la falsa riga narrativa  - un gruppo di personaggi che chiede un risarcimento  - del suo primo lavoro. LA BUCA  mette in scena in questo caso un duo  grottesco e disperato  che funziona soprattutto per le  evidenti doti recitative  (sorprende a dire il vero più Papaleo che Castellitto) e  che  si avvale una spalla femminile di tutto rispetto come Valeria Bruni Tedeschi.

Tra omaggi e citazioni a raffica, da I SOLITI SOSPETTI  alla commedia dolce amara anni 50 fino a tocchi coeniani (si veda la gita sulla neve in compagnia di Nancho), Ciprì ancora una volta mette in campo il suo gusto per l'inquadratura, per i movimenti di macchina elaborati, per i personaggi sopra le righe e per l'emarginazione sociale matta e disperata che è parte fondante del nostro paese.  Ambienta questa piccola storia di miseria e comicità in un luogo senza tempo (ricostruito sapientemente tra Cinecittà e la periferia romana) ma  riesce purtroppo  solo in parte a costruire intrecci e interazioni (oltre che evocazioni) da cinema di qualità.

A diventare ripetitivo , cosa già accaduta ne E' STATO IL FIGLIO, è  il gusto dell'eccesso e un intreccio che alla lunga stanca perchè manca di padronanza di scrittura. Tanto che la conclusione dell'intera faccenda si riduce ad una serie di cadute di stile (il noiosissimo - e assolutamente privo di comicità- processo) e scene abbastanza scontate (il prevedibilissimo finale).

Resta quindi la confezione, la padronanza tecnica e la cupezza un po' retrò del tutto. Ma sembra ancora una volta che certi tentativi di traghettare la commedia italiana in territori più "europeizzanti" sia impresa sempre più complicata. Tanto per cambiare: buoni registi, buonissimi attori, ma sceneggiatori che mancano di verve e, soprattutto, di talento.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[24-09-2014]

 
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