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Solo gli amanti sopravvivono

di Jim Jarmusch. Con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska, John Hurt

di Rosario Sparti

Adam è un musicista underground di Detroit che si nasconde dal mondo e conduce una vita prevalentemente notturna. A Tangeri vive sua moglie Eve, con cui ha una relazione romantica che dura da secoli. Trattasi, infatti, di due vampiri, eleganti e bohémien, che cercano nell’isolamento e nelle tenebre la salvezza da un mondo impazzito, che giudicano volgare e giunto al capolinea. Quando finalmente Adam e Eve possono rincontrarsi, la loro esistenza è però messa a repentaglio dall’incontrollabile sorella minore di lei, Ava, che s’insinua come un morbo nella loro storia, sopravvissuta negli anni alle prove più dure.

Dopo essersi divertito a sperimentare con la struttura narrativa nel precedente THE LIMITS OF CONTROL, Jarmusch ritorna a guardare dentro il calderone dei generi cinematografici per compiere un'operazione simile a quella realizzata con il western in DEAD MAN e il polar in GHOST DOG. Stavolta tocca al vampire movie, ma, come negli altri casi, si tratta solo di una definizione di comodo. Jarmusch seleziona alcuni codici dei generi per generare film incasellabili, se non sotto l'egida autoriale della sua poetica. Per creare questo affascinante ufo cinematografico si avvale di un prestigioso cast, Tilda Swinton e Tom Hiddleston tra tutti, che serve al meglio questa storia d'amore senza limiti.

Il regista sceglie il vampirismo come ultimo baluardo di resistenza contro la decadenza del mondo. Ma non è tanto il sangue a tenere in vita i protagonisti, quanto la ricerca della bellezza e del miglioramento di sé. Non c'è snobismo o decadentismo, i personaggi lottano tenacemente per riuscire a rimanere vivi, realmente vivi, in un mondo già morto popolato da zombie - così gli esseri umani nelle parole dei protagonisti. Eve incanala il suo desiderio di vita attraverso la conoscenza, alla ricerca continua di nuove informazioni, come fosse rimasta innamorata del pensiero classicista, consapevole che non esiste una decadenza incontrovertibile. Adam, invece, da vero romantico, trasforma la miseria del mondo in arte, incapace di tenere per se stesso le sue creazioni. E nelle loro passioni, nel loro pantheon mitologico, si vede in filigrana l'autore stesso, fiero di svelare i propri numi tutelari. Jarmusch, come i suoi personaggi, infatti è un eterno outsider, incapace di accettare le regole del sistema sociale, politico ed economico, perennemente a disagio con la direzione che il mondo sembra aver intrapreso.

Questo inno alla vita, all'amore che dura per sempre, si veste di un ritmo cadenzato e avvolgente, suadente come la musica della cantante libanese Yasmin Hamdan che accompagna i protagonisti verso un sardonico finale. Tramite un montaggio morbido, che spesso fa uso di dissolvenze, lentamente veniamo avvolti dal romanticismo spietato di questi personaggi immortali, che possono vivere solo cercando ancora la meraviglia delle nuove scoperte. Schiavi di un tempo infinito, come riescono a sopravvivere alla noia dell'esistenza? Facile, azzanando la risorsa vitale da sempre più efficace: l'amore. Unica arma di resistenza in una terra, Tangeri, da sempre luogo di nobili espatriati: da Burroughs a Matisse passando per i Rolling Stones. Come loro, Adam ed Eve, cercano riparo in un mondo a sé stante, dove si è i primi e gli ultimi amanti sulla terra.

 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[14-05-2014]

 
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