Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

All Is Lost - Tutto perduto

di J.C. Chandor. Con Robert Redford

di Rosario Sparti

Durante un viaggio solitario attraverso l'Oceano Indiano, un uomo scopre al risveglio che lo scafo dello yacht di 12 metri è stato perforato in una collisione con un container mobile alla deriva. Privato della sua radio e della sua apparecchiatura di navigazione, l'uomo viene coinvolto in una violenta tempesta. Nonostante le riparazioni, la sua esperienza di ingegneria navale e l'energia profusa, sopravvive a stento. Con un semplice sestante e alcuni grafici per stabilire la sua posizione, deve contare sulle correnti per mantenere viva la speranza di avvistare una nave di passaggio. Ma il sole implacabile, la minaccia degli squali e l'esaurimento delle sue riserve limitate lo costringono a guardare la morte in faccia.

Restringere il film alla sola prova d'attore di un titanico Robert Redford suona senz'altro ingeneroso per un regista come J.J.Chandor, che già con MARGIN CALL ha dato prova d'avere una sua idea di cinema poco interessata a nascondersi. E' pur vero, però, che anche nel suo precedente flm il maggior merito dell'opera risiedeva nelle interpretazioni degli attori, in quel caso immersi in un viaggio altrettanto pericoloso nel mondo della finanza. Con ALL IS LOST, il regista, cerca allora d'inglobare questi elementi rendendoli una cosa sola: interprete e mezzo cinematografico sono il timoniere e la barca d'un viaggio chiamato cinema.

Questo è la pellicola: puro cinema. Novanta minuti circa in cui, quasi in tempo reale, vivere il viaggio affrontando le scoperte, i problemi e gli incidenti che ci vengono incontro. Siamo dalle parti del survival movie, in maniera molto simile a quanto si è assistito recentemente in GRAVITY. L'uomo e la natura in uno scontro antico ma sempre avvincente, in cui l'unica strada per la sopravvivenza è fare di necessità virtù utilizzando tutto ciò che si ha a disposizione. Non sappiamo nulla di quest'uomo, solo che, nonostante tutto sia perduto, non fa nulla per arretrare di un passo. Vuole arrivare alla sua meta. E fa di tutto per sopravvivere. Un film d'avventura nel suo senso più classico, un film umanista nel suo senso più profondo.

Solo in scena, senza proferire verbo, Redford regala una performance praticamente muta in cui è il fisico parlare. Il corpo di un vecchio leone che non si arrende, un ruolo perfetto per un interprete che da sempre ha lottato con il sistema hollywoodiano per ottenere maggiore libertà nelle sue scelte. Ogni gesto sulla nave è un momento di tensione, ogni ombra all'orizzonte è un brivido. Nonostante questo non sempre il film riesce ad essere coinvolgente, pretendendo una grande capacità immersiva da parte dello spettatore. Una tensione in picchiata con l'immagine finale, che "sporca" la pellicola di messaggi e simbolismi inappropriati. Un finale che non fa naufragare il film, però lo conduce al ritorno verso casa un po' malconcio.
 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - chandor - redford
 

[05-02-2014]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE