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Dietro i candelabri

di Steven Soderbergh. Con Michael Douglas, Matt Damon

di Francesco Picerno

Valentino Liberace è un pianista di successo degli anni 50. Durante un concerto incontra  un giovane ragazzo, Scott Thornson, e inizia con lui una relazione. Il loro rapporto passionale sarà fatto di eccentricità ma soprattutto di molta sofferenza.

Presentato all'ultimo festival di Cannes con una discreta accoglienza critica, DIETRO AI CANDELABRI è l'ennesima fatica del prolifico ma discontinuo regista Steven Soderbergh, che qui si è avvalso di due grandissimi attori: Matt Damon e Michael Douglas. Dando a loro due ruoli estremi, forti e passionali e cercando di setacciare attraverso i loro volti due parabole esistenziali al limite dell'eccesso. DIETRO AI CANDELABRI non è ovviamente, o per forza, un film sull'omosessualità. Soderbergh si interessa principalmente di raccontare un epoca, quella del kitch, delle pellicce eccessive, delle case enormi e di cattivo gusto dell'America di quegli anni. Un' epoca fatta di finzione,  di apparenza, che si maschera nella lente di un forte perbenismo. Una società dell'immagine - ovviamente - che non accetta nessun tipo di relazione omosessuale e dove il protagonista Liberace - e il suo amante- ne rimangono schiacciati e sopraffatti. 

La sfarzosità dei luoghi - ma soprattutto quella  registica - sono il tocco geniale e la  forza di questa pellicola. Il film, incredibilmente snobbato dagli studios hollywoodiani e prodotto da una tv via cavo, è la sintesi più matura delle capacità visive del regista statunitense. Sequenze di un virtuosismo e di una limpidezza d'immagine che lasciano senza fiato, con eccezionali inquadrature in steadycam che disegnano  spazi enormi e lussuosi. E  per non farsi mancare nulla due interpretazioni di una professionalità impeccabile: un Douglas da Oscar immediato, che in alcune sequenze agghiaccianti (l'ultimo incontro tra Thomson e Liberace) risulta emotivamente devastante e un Damon perfettamente a suo agio nel ruolo di un bi-sessuale tenero e fragile che però subisce l'isteria e l'egocentrismo di un uomo di successo.

Biopic quindi  tra i più interessanti degli ultimi anni, DIETRO AI CANDELABRI è un film lucido e intelligente che dà linfa vitale a un genere di cinema americano fatto di parabole al limite dello "scorsesiano". Cinema che non risparmia lati agghiaccianti ed emotivi di ogni singolo personaggio, e che distrugge un mondo (quello dell'art business e del lusso) con un cinismo ed un amore davvero inconsueto, sia per la settima arte stessa, che per i personaggi che racconta.

 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[04-12-2013]

 
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