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di Alberto Fasulo

di Rosario Sparti

Da qualche mese Branko, un ex insegnante di Rijeka, è diventato camionista per un'azienda di trasporti italiana. Adesso guadagna tre volte tanto rispetto al suo stipendio d'insegnante di prima. Eppure tutto ha un prezzo, anche se non sempre quantificabile in denaro. Da piccoli ci dicevano: "il lavoro nobilita l'uomo". Ma qui sembra diventato vero il contrario: è Branko, con la sua efficienza, la sua ostinazione, la sua buona volontà, a nobilitare un lavoro sempre più alienante, assurdo, schiavizzante.

Dopo il successo di SACRO GRA a Venezia, il cinema del reale italiano sembra essere tornato a imporsi, facendo sentire la sua voce nei festival internazionali. Premiato con il Marco Aurelio d'oro 2013, il film del documentarista Alberto Fasulo ruggisce, portando a  casa il premio più ambito. Il facile parallelismo con il film di Rosi prosegue sul terreno della forma narrativa, entrambe le opere scelgono infatti non scegliere, mantenendosi in bilizo sul crinale che dvide il documentario dalla finzione.

Una docufiction, frutto di cinque anni di lavoro di ricerca, che adotta il punto di vista d'un attore sloveno di mezz'età che, per svariati mesi, si è finto camionista. Non c'è alcuna volontà di sconfinare nel road movie da parte del regista, infatti lo sguardo sugli eventi è sempre interno al camion, dove assistiamo al viaggio interiore di un uomo. Assillato da ritmi e condizioni lavorative impegnativi, Branko fa sue le domande che molti lavoratori si pongono: ha senso questa scelta di vita? ha senso guadagnare più soldi se così la quotidianità viene annullata? Insomma: sopravvivere per vivere o l'opposto?
 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - fasulo
 

[17-11-2013]

 
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