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Hunger Games - La ragazza di fuoco

di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth

di Rosario Sparti

Katniss Everdeen è tornata a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il "tributo" Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto "Tour della vittoria". Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Sequel del fortunato HUNGER GAMES, il film di Francis Lawrence (già frequentatore del genere sci-fi con i suoi CONSTANTINE e IO SONO LEGGENDA), è il secondo capitolo della trilogia scritta da Suzanne Collins, autrice di bestseller dalle dubbie qualità letterarie. La pellicola muove i passi dalla conclusione del precedente: Katniss e Peeta sono vincitori e sopravvissuti, per loro ora è giunto il momento del meritato riposo, ma qualcosa sembra andare in direzione contraria. Cosa è accaduto nel frattempo? La risposta ha un nome e un cognome: Jennifer Lawrence.

Se, durante lo iato tra i due film, l'attrice è emersa nello star system hollywoodiano (vincendo un Oscar per IL LATO POSITIVO) diventando l'icona d'una classe di giovani d'attori che non si piegano alle richieste del sistema produttivo cinematografico, allo stesso modo, il suo personaggio, si è trasformato in una beniamina del popolo, icona rivoluzionaria in grado d'instillare il germe della speranza nelle masse. A differenza del primo capitolo, discreto intrattenimento per teen o poco più, stavolta si alza la posta in gioco e si migliora nel risultato finale. La costruzione della tensione si sposta dalla violenza fisica a quella psicologica, ottima l'atmosfera paranoica della prima parte, contemporaneamente, la storia si arrichisce di sfumatore sociopolitiche.

Con un montaggio meno frenetico, movimenti di macchina più fluidi e un uso più consapevole della sottotrama romantica, questo secondo capitolo affascina soprattutto per la descrizione dei meccanismi occulti del potere, a partire dall'uso dei mass media nella repressione delle contestazioni. Il regime ditttatoriale, ben espresso dai volti accigliati di Donald Sutherland Philip Seymour Hoffman, ora si trova a dover limitare l'onda d'urto d'una sommossa che sembra ormai essere incontenibile, con un crescendo d'emozione ed eccitazione che il regista gestisce brillantemente. Tra colpi di scena, meccanismi che stravolgono parzialmente questa battaglia reale, idee politiche che s'infiltrano in una storia fabbricata come un B movie, si esce dalla sala con una sola certezza: la rivoluzione non sarà trasmessa in televisione.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 

[14-11-2013]

 
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