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Snowpiercer

di Bong Joon-ho. Con Kang-ho Song, Chris Evans, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer

di Francesco Picerno

Anno 2031, il mondo è distrutto da un disastro glaciale. Ma c'è un treno suddiviso in classi che ospita  tutti i sopravvissuti alla catastrofe e gira il mondo senza mai fermarsi. Un equilibrio , però, che non può durare e che in breve tempo finirà in frantumi.

Bong Joon-ho, regista coreano acclamato in patria e all'estero,  è al suo sesto lungometraggio e al suo primo in lingua inglese. Autore di film cult come MEMORIES OF MURDER e  di monster movie come THE HOST, è  uno dei talenti registici più affascinanti dell'intero cinema asiatico. Cinema apocalittico dal cast straordinario (nomi altisonanti come quelli di John Hurt, un' impressionante Tilda Swinton e un bravissimo Ed Harris) SNOWPIERCER è un film tratto  da una graphic novel francese. Pellicola oscura e cupa  ma  piena di slanci ironici e d'azione, il film mischia vari registri e  fa soprattutto dello sfarzo scenografico e fotografico la sua più grande qualità.  Ma quello che più si nota concettualmente è l'azzeccata allegoria politica: un  tema puramente apocalittico che è spinto all'interno di territori "sociali", dove la ribellione dei personaggi esclusi e messi da parte   non è  altro che una sorta di piccola  rivoluzione che parte dal basso. Contro i soprusi, le condizioni sociali, igieniche, di una parte di vagone esclusa da tutti i diritti possibili.

Un film pieno di pregi, con degli ottimi incastri narrativi che ne fanno un film di forte impatto  per lo spettatore. Scene come l'arrivo dei ribelli guidati  all'interno dell'aula scolastica o il duello lunghissimo alla sauna, sono momenti visivi rari da vedere nella media dei film d'azione fantascientifici. Nonostante una confezione e un aspetto formale così forte però non si arriva al capolavoro, perchè è proprio la regola stessa dell'intrattenimento che non spinge Bong Joon-ho ad osare di più. La trama è essenziale e si conclude come se la si immagina e spesso l'eccesso di scene d'azione (specialmente nella prima parte) fa andare in secondo piano tutto l'aspetto psicologico e "atmosferico" dei protagonisti. Il loro dramma, ma forse la stessa conclusione del loro percorso umano , risultano prevedibili e ben  intuibili nel corso della pellicola.

Nonostante si parli di tagli nel minutaggio per un eventuale uscita nelle sale,  SNOWPIERCER aggiunge ad ogni modo qualcosa di importante per gli appassionati del genere e merita una visione attenta. Perchè si può comunque scorgere, all'interno di un treno che è una versione futuristica dell' Arca di Noè, una interessante - anche se non profondissima -  riflessione sul mondo contemporaneo e dei rispettivi equilibri di potere.

 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-11-2013]

 
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