Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Lei

di Spike Jonze. Con Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Scarlett Johansson

di Rosario Sparti

In un futuro non troppo lontano, Theodore Twombly acquista un nuovo sistema operativo che, tra le sue funzioni, presenta una nuova applicazione capace di ragionare, relazionarsi con l'utente e soddisfare tutti i suoi bisogni. Dopo qualche tempo, però, l'uomo si scopre innamorato del software che, dal canto suo, ricambia il sentimento. Si instaura così una relazione non convenzionale, che finirà con lo stravolgere l'intera esistenza di Theodore.

Se l'amore è un tipo di follia socialmente accettabile, perchè stupirsi di un uomo che intreccia una relazione con un sistema operativo? Ancor di più se ha la voce sexy di Scarlett Johansson. Vorrei vedere voi riuscire a non rimanere ammaliati da un computer con una coscienza che riesce a capirti, confortarti, supportarti e, sì, amarti. Il regista lo sa bene e non si stupisce per nulla, sgombra il campo da facili critiche al rapporto tra uomo e tecnologia preferendo interrogarsi sulla natura dell'amore. Ovviamente è impossibile dare una risposta univoca, quello che conta è che l'amore esista, entri nelle nostre vite liberandoci dall'oppressione dell'innamoramento per ciò che c'impedisce d'andare avanti. L'importante, sembra dirci Jonze - premio Oscar per la migliore sceneggiatura, è che il sistema operativo della nostra vita riesca ad evolversi.

Il futuro, nella rappresentazione straordinariamente inventiva del regista, diventa un'estensione dello stato d'animo del protagonista, identico a quello di un po' tutti noi ingabbiati nel flusso della vita moderna: solipsistici, isolati, distanti da tutto e tutti mentre sussuriamo qualcosa a qualcuno che non esiste. Sperduto, confuso, immerso nell'alienazione e solitudine amplificata dalle nuove tecnologie, con un paio di baffi che nascondono una cicatrice, Phoenix raramente si è messo così a nudo, mostrandosi dolente ma infinitamente tenero. "A volte ho paura d'aver già provato tutte le emozioni", confida il protagonista, svelando una paura che si accompagna alla difficoltà d'essere totalmente sincero in una relazione, intimorito dalla fragilità a cui sarebbe costretto. Intorno a questo blocco emotivo la pellicola crea una parabola dai tratti paradossali, meno anarchica di quella espressa in ESSERE JOHN MALKOVICH ma altrettanto riuscita.

Analizzando la complessità della relazioni sentimentali, con il suo flusso di bisogni, necessità e frustrazioni, il film cerca d'immergerci nei continui cambiamenti d'una storia d'amore: dalla gioia sfrenata della luna di miele al dolore della separazione. L'abbandono: un lutto emotivo che Theodore non riesce ad elaborare, bloccato com'è nel terrore dell'incertezza del futuro, rinviando continuamente di firmare le carte del divorzio che lo separerebbero definitivamente dalla sua ex, una Rooney Mara simbolo d'una  nostalgia dai tratti del sogno. Grazie alla voce di Samantha riesce però a trovare un nuovo punto di vista, la sua innocenza gli consente di vedere nuovamente il mondo come fosse la prima volta, tornando a cogliere l'essenza dell'innamoramento: avere a fianco qualcuno con cui confrontarsi e le cui idee sono da stimolo per nuove sfide. Questo Cyrano 2.0., che scrive splendide lettere per altri - prestando servizio presso il sito BeautfulHandwrittenLetters.com, finalmente può trovare le parole giuste per ricordare l'amore dato e osservare l'amore che sarà pronto a dare. 
 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[10-11-2013]

 
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