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Before Midnight

di Richard Linklater. Con Ethan Hawke, Julie Delpy

di Rosario Sparti

Nel 1995 Richard Linklater firma PRIMA DELL'ALBA, un film divenuto un cult. Nove anni dopo arriva il sequel, PRIMA DEL TRAMONTO. Nel terzo capitolo della saga ritroviamo Jesse e Céline nove anni dopo l'appuntamento di Parigi, e diciotto anni dopo il primo incontro a Vienna. Sono rimasti insieme e stanno trascorrendo una vacanza in Grecia con le loro figlie. Stavolta però, sono arrivati a una fase cruciale, perché le difficoltà hanno contribuito a incrinare il loro rapporto.

 L’alba o il tramonto, in fondo, sono momenti effimeri. Quello che accade tra questi due momenti invece non lo è per nulla, anzi corre il rischio d’essere per sempre. Perlomeno questa è la speranza dello spettatore che osserva la storia d’amore tra Jesse e Celine, vissuta in tempo reale, ormai giunta a un’ipotetica quadratura del cerchio ma che, invece, non ci stupiremmo nel veder proseguire ancora a lungo. In questo il nuovo film di Linklater sembra ormai assumere più i connotati di un progetto artistico, piuttosto che la forma di una semplice saga cinematografica.

 La pellicola cerca d’osare qualcosa in più rispetto ai tempi passati, stavolta, infatti, i nostri eroi si confrontano con altri personaggi. Si apre una finestra sul mondo che coinvolge i loro figli e alcuni residenti nell’isola greca che fa da teatro – mai quanto stavolta – della loro tragedia. Tra un ulivo e un piccolo bar, piccoli peccati folkloristici, Jesse e Celine decidono di mostrare le loro ferite ancora aperte, con un dialogo costante e dai tratti più umoristici del solito, segni d’un passaggio del tempo ben visibile dai loro corpi provati, esibiti impudicamente da Ethan Hawke e Julie Delpy. Un fluire del tempo che ha reso questi quarantenni apparentemente diversi da come li ricordavamo, ora storditi da un meccanismo ad orologeria che abbiamo visto partire tramite un dettaglio nelle prime scene e che, pian piano, cresce finendo per deflagare tutto, come spesso accade nelle conversazioni quotidiane che nascono come confronto e si concludono come scontro.

Non si dubita un attimo però se ciò cui si stia assistendo sia la realtà o la sua rappresentazione, perché si è troppo impegnati a ridere, soffrire, piangere in quella stanza d’albergo, dove in apnea affrontiamo una nuova scena di non matrimonio. Tutte le piccole ipocrisie, meschinerie, gioie, frustrazioni che questa coppia, ormai come parenti per lo spettatore, tesse spontaneamente, appoggiandosi a una regia invisibile ma sempre presente, sono la vita stessa. Dietro le parole si celano le maschere, che lentamente cadono per svelare come Jesse e Celine non siano altro che noi, tutti coloro che cercano o hanno cercato strenuamente di condividere la propria vita con qualcun altro. Non abbiamo una macchina del tempo per poter vedere come andrà a finire, nessuno può farlo, ma sappiamo che accanto alle nostre vite scorre quella di questa coppia che abbiamo imparato ad amare, e forse almeno oggi ci sentiamo un po’ meno soli e spaventati per il nostro domani.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[30-10-2013]

 
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